Studio Tecnico Edilizia Roma
Studio TecnicoEdilizia Roma

Trattamento antitarlo a Roma

Ultimo aggiornamento: · Contenuto verificato sulla base delle fonti ufficiali · a cura dello Studio tecnico Edilizia Privata Roma — geometri iscritti all'Albo dei Geometri della Provincia di Roma.

Il trattamento antitarlo, o disinfestazione dei tarli, uccide le larve che scavano mobili, travi, parquet e infissi. Lo esegue una ditta partner qualificata, con prodotti biocidi autorizzati o con metodi fisici come anossia, calore e microonde; noi valutiamo il caso, scegliamo con lei il metodo adatto al pezzo e controlliamo il lavoro. Come ordine di grandezza, Cronoshare indica per il trattamento di una casa una media nazionale fra 450 e 2.000 € (gennaio 2026). Per il preventivo ci servono foto dei fori, del rosume e del pezzo intero, misure indicative e zona di Roma.

  • Comprende: la valutazione dalle foto o con un sopralluogo, la scelta del metodo con la ditta partner, il trattamento di mobili, travi, parquet o infissi, le indicazioni su cosa fare dopo e il nostro controllo a fine lavoro.
  • A parte: stuccatura dei fori e ritocchi della finitura, restauro del mobile, trasporti in laboratorio, ponteggi per le travi alte, verifica dello stato del legno delle travi portanti ed eventuale consolidamento.
  • Quando serve una pratica: per il solo trattamento, di norma nessuna. Sui beni tutelati serve l'autorizzazione del soprintendente; se le travi vanno consolidate, di norma la SCIA con gli adempimenti sismici.
  • Preventivo: gratuito: chiedilo qui, mandandoci foto, misure indicative e zona di Roma; se serve un sopralluogo te lo diciamo prima.

Quanto costa un trattamento antitarlo a Roma?

Le cifre che seguono sono ordini di grandezza nazionali pubblicati da portali di preventivi, non prezzi di Roma. Le fonti non indicano l'IVA, e non sono il nostro preventivo.

VoceUnitàCifraFonte e note
Trattamento di una casacasa450-2.000 €Cronoshare: media nazionale
Trattamento preventivom²11-15 €/m²Cronoshare
Trattamento curativom²22-30 €/m²Cronoshare
Piccoli interventi su oggetti d'arredointerventocosto base 100 €Cronoshare
Trattamento antitarlo di un mobilemobile20-50 €Cronoshare, altra pagina
Impregnante protettivo su solai in tavolato e travim²2,50-3,00 €/m²Studio Madera, voce di computo per una mano; IVA, ponteggi e anno del prezzo non indicati

Date: Cronoshare, 8 gennaio 2026; la riga sul singolo mobile viene da un'altra sua pagina, del 1° gennaio 2026, e non coincide con quella sui piccoli interventi: dice soprattutto quanto il prezzo dipende dal caso. Studio Madera: pagina del 20 novembre 2025.

Il prezzo sale o scende con:

  • il metodo: l'anossia dura settimane, il calore richiede attrezzature e misure, un prodotto antitarlo si stende o si inietta;
  • dove sta il legno: un mobile si porta in laboratorio, una trave a quattro metri d'altezza chiede un ponteggio;
  • quanto è esteso l'attacco: un pezzo, una stanza o un sottotetto intero;
  • il valore del pezzo: su un mobile antico il metodo lo decide anche il restauratore;
  • i lavori dopo: stuccature, ritocchi della finitura, restauro.

Quale metodo: prodotto antitarlo, anossia, calore, microonde o freddo?

Non c'è un metodo migliore in assoluto. Si sceglie guardando il pezzo, il legno, l'insetto e il posto in cui si trova.

Prodotti antitarlo: impregnanti e iniezioni

Sono biocidi. Il regolamento (UE) 528/2012 li classifica come «preservanti del legno», tipo di prodotto 8: prodotti che proteggono il legno controllando gli organismi che lo distruggono o ne alterano l'aspetto, compresi gli insetti. Un prodotto di questo tipo deve essere autorizzato prima di arrivare sul mercato. Si stende sul legno o si inietta nei fori, con le dosi, i tempi e le precauzioni dell'etichetta. Funziona dove arriva: su un legno verniciato o cerato entra poco.

Anossia

Il pezzo resta chiuso in un ambiente da cui si toglie l'ossigeno, con azoto, argon o anidride carbonica. È un metodo studiato per i beni culturali in legno e non lascia prodotti nel legno, ma è lento: in una sperimentazione del Politecnico di Milano il trattamento con azoto è durato 6 settimane, la durata più lunga riportata in letteratura, quella usata per le specie più resistenti. Il tempo giusto dipende da specie, temperatura, umidità e oggetto: più il legno trattiene l'ossigeno, più si allunga.

Calore

Gli insetti muoiono quando il legno arriva a una certa temperatura e ci resta. Uno studio dell'Università della Calabria indica oltre 53 °C per almeno 33 minuti; per il Canadian Conservation Institute, istituto del governo canadese, i pezzi restano fra 55 e 60 °C finché anche i più spessi sono caldi fino al cuore. Conta la temperatura al cuore del pezzo più spesso, non quella dell'aria. Gli stessi ricercatori calabresi avvertono che queste condizioni possono danneggiare i manufatti in legno: su un mobile antico il calore si decide con il restauratore.

Microonde

Scaldano il legno dall'interno e portano gli insetti a temperature letali in tempi brevi; gli insetti non sviluppano le resistenze che compaiono con gli insetticidi. Uno studio dell'Università di Bari, firmato insieme a un'azienda del settore, mostra però una vecchia trave di abete che, scaldata fino a 72 °C, ha fatto uscire la resina: sui legni resinosi serve attenzione. Una dispensa dell'Università di Trieste le descrive come una tecnica «di recente sperimentazione».

Freddo

Il Canadian Conservation Institute indica −30 °C per una settimana o −20 °C per due settimane, e per i lictidi consiglia il freddo o un trattamento a caldo sul posto.

Nessuno di questi metodi rende il legno immune: anossia, calore, microonde e freddo uccidono gli insetti presenti ma non lasciano protezione, e un legno che resta umido, o vicino a un pezzo infestato, può essere attaccato di nuovo. Per questo va ricontrollato nei mesi in cui volano gli adulti.

Mobili, travi o parquet: cosa cambia

Cosa va trattatoMetodi che si valutanoAttenzioni
Mobile comuneprodotto antitarlo, iniezioni, calore, anossiafinitura e colle; dopo, stuccatura dei fori
Mobile antico o di valoreanossia o altro metodo scelto con il restauratorese è un bene tutelato, restauratore di beni culturali
Travi e solaiprodotto antitarlo, iniezioni, calore o microonde sul postoponteggi, resina nei legni resinosi, controllo del legno sano rimasto
Parquetprodotto antitarlo, calore o microonde sul postocoordinamento con lamatura e nuova finitura

La scelta finale si fa sul pezzo, con la ditta.

Mobili. Un mobile si può portare in laboratorio, e questo apre tutti i metodi. Dopo il trattamento si chiudono i fori e si ritocca la finitura; se il mobile ha bisogno anche di un restauro, conviene farlo nello stesso giro: vedi il restauro dei mobili antichi.

Parquet. Si lavora sul posto. Se il pavimento va anche lamato e riverniciato, l'ordine dei lavori si decide con la ditta e il parquettista: un prodotto liquido entra meglio nel legno nudo che sotto una vernice. Il resto è nella pagina sulla lamatura del parquet.

Travi portanti: perché il trattamento da solo non basta

Per una trave che regge un solaio o un tetto, il trattamento antitarlo non sostituisce la verifica dello stato del legno. Gli insetti muoiono, la sezione mangiata resta. E dove c'è il tarlo comune conviene cercare anche umidità e funghi, che lo favoriscono. La verifica la fa un tecnico abilitato, nei limiti delle sue competenze.

Se la trave va consolidata o sostituita, il lavoro cambia natura. Di norma è manutenzione straordinaria strutturale: SCIA (art. 22 c. 1 lett. a del DPR 380/2001) e, in zona sismica, preavviso scritto allo sportello unico (art. 93). Se l'intervento è locale e di minore rilevanza, nel Lazio si applica il regime dell'art. 7 del regolamento regionale 26/2020, con deposito e controllo a sorteggio. Come si decide, e con quali tecniche, è nella pagina sul restauro e consolidamento delle travi in legno.

Serve un permesso? Beni tutelati, condominio e detrazioni

Per il solo trattamento, di norma no. Il DPR 380/2001 chiama manutenzione ordinaria «le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici» (art. 3 c. 1 lett. a) e la mette in edilizia libera (art. 6 c. 1 lett. a). La norma non nomina l'antitarlo: inquadrare così un trattamento che non sostituisce e non rinforza parti portanti è una nostra lettura, che verifichiamo sul caso. Le regole generali sono nella pagina sull'edilizia libera.

Beni tutelati. Se il mobile è un bene culturale tutelato, o se il legno decorato fa parte di un edificio vincolato, servono l'autorizzazione del soprintendente (art. 21 c. 4 del D.Lgs. 42/2004) e un restauratore di beni culturali: la legge riserva a lui la manutenzione e il restauro dei beni culturali mobili e delle superfici decorate dei beni architettonici (art. 29 c. 6). Se il bene è tutelato lo diciamo prima, e il lavoro va affidato a un restauratore di beni culturali.

Condominio. Se le travi infestate sono di una parte comune, la spesa la decide l'assemblea con le maggioranze dell'art. 1136 del codice civile. Conviene avvisare subito l'amministratore: le larve continuano a scavare finché nessuno interviene.

Detrazioni. Nel singolo appartamento la manutenzione ordinaria, da sola, non è detraibile: per le singole unità il TUIR (art. 16-bis c. 1 lett. b) ammette solo gli interventi dalla manutenzione straordinaria in su. Il trattamento segue però la categoria superiore quando è necessario a completare un intervento di manutenzione straordinaria, come il consolidamento delle travi (Guida dell'Agenzia delle Entrate, circolare 57/1998). Sulle parti comuni la detrazione copre anche la manutenzione ordinaria: nel 2026 il 36%, che sale al 50% sulla quota del condomino proprietario, o titolare di un diritto reale, che ci abita come abitazione principale (TUIR art. 16-bis, DL 63/2013 art. 16, legge 199/2025). I dettagli sono nella pagina sul bonus condominio 2026.

Cosa chiedere alla ditta, prima e dopo

Il D.M. 274/1997 fa rientrare nella disinfestazione i procedimenti e le operazioni «atti a distruggere piccoli animali, in particolare artropodi», come gli insetti. Per questo, quando il trattamento lo fa un'impresa di disinfestazione, secondo noi rientra anche nella legge 82/1994: è una nostra lettura, che verifichiamo sul caso. Su un mobile di pregio può lavorare invece un restauratore. Prima di firmare chiedi:

  • quale insetto ha trovato e da cosa lo ha capito;
  • quale metodo propone e perché, rispetto agli altri;
  • quale prodotto usa: deve essere un biocida autorizzato per il legno, e puoi chiederne l'etichetta;
  • quali precauzioni servono per chi abita la casa e dopo quanto si possono riusare la stanza o il mobile, come indica l'etichetta del prodotto;
  • per anossia e calore, come controlla l'ossigeno o la temperatura al cuore del pezzo;
  • cosa è compreso: trasporto, stuccatura, ritocchi.

Dopo il trattamento chiudi i fori con la cera, così riconosci quelli nuovi; ricontrolla il legno nella primavera e nell'estate successive; tieni il legno asciutto. Se compaiono fori nuovi, richiama la ditta.

Come lavoriamo

Per l'antitarlo il vantaggio concreto è che una sola valutazione guarda due cose che di solito restano separate: l'insetto da eliminare e il legno che lo ospita. Se una trave è indebolita lo sai prima di pagare un trattamento che da solo non basta. Per un mobile antico o tutelato, il metodo passa dal restauratore prima che qualcuno lo tocchi. Se le travi sono di una parte comune, prepariamo per l'amministratore la descrizione del lavoro da portare in assemblea.

  1. Foto o sopralluogo. Per un mobile spesso bastano le foto dei fori, del rosume e del pezzo intero; per travi e parquet di solito serve vedere il posto.
  2. Preventivo scritto con la ditta partner. Metodo, prodotto, precauzioni, costi e chi fa cosa: lo leggi prima di decidere.
  3. Eventuali pratiche. Autorizzazioni per i beni tutelati, passaggi in condominio, la SCIA se le travi vanno consolidate.
  4. Trattamento. Lo esegue la ditta partner adatta al lavoro; noi seguiamo valutazione, preventivo, pratiche e controllo.
  5. Controllo e consegna. Verifichiamo che il lavoro corrisponda al preventivo e ti diciamo cosa guardare nelle stagioni successive.

Prima di chiamare, la guida sui tarli del legno ti aiuta a capire se l'attacco è in corso. Per le strutture c'è il restauro e consolidamento delle travi in legno, per i mobili il restauro dei mobili antichi, per i pavimenti la lamatura del parquet. Tutti i servizi sono nella categoria falegnameria e restauro del legno.

Mandaci qui le foto dei fori, del rosume e del pezzo intero per un preventivo con la ditta partner.

Domande frequenti

Quando si fa il trattamento antitarlo?

Quando l'attacco è in corso, cioè quando nel legno compaiono fori nuovi: un mobile con buchi vecchi e nessun foro nuovo può non averne bisogno. Il momento in cui accorgersene è la stagione di volo degli adulti, fra aprile e settembre secondo la specie. Il trattamento agisce sulle larve, che restano nel legno anche per anni, e la ditta ne fissa i tempi secondo il metodo: la durata dell'anossia, per esempio, dipende anche dalla temperatura. Il trattamento preventivo si valuta invece quando il legno è a rischio, come travi e tavolati in ambienti umidi.

Quanto dura un trattamento antitarlo?

Dipende dal metodo. L'anossia dura settimane: nella sperimentazione del Politecnico di Milano il trattamento con azoto è durato 6 settimane, la durata più lunga riportata per le specie più resistenti. Il calore dura il tempo che serve al cuore del pezzo più spesso per arrivare alla temperatura e restarci. Le microonde raggiungono temperature letali in tempi brevi. Per i prodotti antitarlo contano l'applicazione e i tempi scritti in etichetta. Quanto all'effetto, nessun metodo è definitivo: il legno va ricontrollato nelle stagioni successive, quando volano gli adulti.

Le spese per l'antitarlo sono detraibili?

Dipende da dove si fa il trattamento e da cosa lo accompagna. Nel singolo appartamento il solo trattamento, che di norma inquadriamo come manutenzione ordinaria, da solo non è detraibile: per le singole unità il TUIR ammette gli interventi dalla manutenzione straordinaria in su. Se è necessario a completare un intervento di manutenzione straordinaria, come il consolidamento delle travi, segue la categoria superiore. Sulle parti comuni del condominio la detrazione copre anche la manutenzione ordinaria: nel 2026 il 36%, che sale al 50% sulla quota del condomino proprietario o titolare di un diritto reale che ci abita come abitazione principale.

Un impregnante colorato può sostituire il trattamento antitarlo?

Solo se è un prodotto antitarlo, cioè un biocida autorizzato per il legno, e solo dove arriva. Un impregnante colorato o protettivo qualsiasi non è un insetticida. I prodotti antitarlo rientrano nel tipo di prodotto 8 del regolamento europeo sui biocidi, i «preservanti del legno», e vanno autorizzati prima della vendita; dosi e tempi sono quelli dell'etichetta. Su un legno verniciato o cerato il prodotto entra poco: su mobili e travi la ditta valuta allora le iniezioni nei fori o un metodo che agisce su tutto il pezzo, come anossia o calore.

Come si eliminano i tarli da un mobile?

Un mobile si può portare in laboratorio, e questo permette di scegliere fra tutti i metodi: l'anossia, che toglie l'ossigeno per settimane senza lasciare prodotti nel legno; il calore, con il cuore del pezzo oltre 53-55 °C per il tempo stabilito; i prodotti antitarlo autorizzati, stesi o iniettati nei fori. Su un mobile antico o di valore il metodo si sceglie con il restauratore, perché il calore può danneggiare i manufatti in legno; se il mobile è un bene tutelato, il lavoro spetta a un restauratore di beni culturali. Dopo si chiudono i fori e si ritocca la finitura.

Approfondimenti correlati

Pratiche e servizi collegati, per orientarti nell'iter completo.