A Roma la SCIA commerciale si invia solo online al SUAP di Roma Capitale e, se la pratica è completa, l'attività può partire dal giorno del protocollo; per aprire un bar o un ristorante nelle zone tutelate della Città Storica serve invece prima l'autorizzazione del Comune. I diritti comunali 2026 sono 92,80 € per aprire un negozio di vicinato e 406,00 € per un bar o un ristorante. Per un negozio lo studio verifica il locale, disegna la planimetria e invia la pratica in 5 giorni lavorativi dal sopralluogo, se i documenti ci sono, per 400–700 €; per un bar o un ristorante SCIA e notifica sanitaria costano 800–1.400 € e sono pronte in 7 giorni lavorativi. Gli onorari sono IVA e cassa comprese.
- Comprende: sopralluogo, controllo di destinazione d'uso e agibilità del locale, planimetria, modulistica del SUAP, firma digitale, invio e risposte alle eventuali richieste di integrazione.
- A parte: i diritti comunali, pagati con pagoPA; per i negozi alimentari la notifica sanitaria (150–300 €), che per bar e ristoranti è invece compresa; l'insegna; le pratiche edilizie, se il locale va sistemato.
- Tempi: pratica pronta in 5 giorni lavorativi dal sopralluogo per un negozio e in 7 per un bar o un ristorante, se il locale è in regola e i documenti ci sono; con la SCIA completa si apre dal giorno del protocollo, dove serve l'autorizzazione si attende la risposta del Comune.
- Preventivo: gratuito e scritto, chiedilo qui.
Se nel locale servono lavori, alla SCIA commerciale si affianca una pratica edilizia diversa, che si presenta al SUET: la SCIA edilizia a Roma o la CILA.
Planimetria per la SCIA commerciale: cosa deve contenere

La planimetria è il disegno in scala del locale che si allega alla SCIA. La prepara e la firma un tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere) e riporta la destinazione di ogni ambiente, la superficie di vendita separata da magazzini e servizi, le aperture, i servizi igienici e le uscite. Il disegno deve coincidere con lo stato reale del locale, e lo stato reale con i titoli edilizi.
Prima di disegnarla controlliamo:
- La superficie di vendita. È l'area destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi e scaffali; magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi non si contano (D.Lgs. 114/1998, art. 4). Da questo numero dipende il tipo di esercizio: a Roma, comune con più di 10.000 abitanti, il negozio di vicinato arriva a 250 mq di vendita.
- La destinazione d'uso e l'agibilità. Il locale deve avere una destinazione compatibile con l'attività. Se non ce l'ha, prima della SCIA serve il cambio di destinazione d'uso o un'altra pratica edilizia.
- I requisiti igienico-sanitari. Servizi igienici, aerazione e illuminazione dei locali; per le attività alimentari la disposizione di banchi e attrezzature serve anche alla notifica sanitaria.
- Le differenze fra le planimetrie. Quella comunale e quella catastale spesso non coincidono: la differenza va chiarita prima, come spiega la guida sulla planimetria catastale e comunale diverse.
Gli allegati esatti cambiano da attività ad attività: la scheda del procedimento sul portale SUAP indica quelli richiesti.
Quanto costa la SCIA commerciale a Roma
Il costo ha due voci: i diritti di istruttoria del Comune, uguali per tutti, e l'onorario del tecnico che prepara e invia la pratica. Questi sono i diritti 2026 dei procedimenti più frequenti:
| Procedimento | Diritti 2026 |
|---|---|
| Negozio di vicinato: SCIA di apertura | 92,80 € |
| Negozio di vicinato: SCIA di variazione (trasferimento di sede, ampliamento o riduzione della superficie, cambio di settore merceologico) | 81,20 € |
| Negozio di vicinato: SCIA di subingresso, settore alimentare o misto | 92,80 € |
| Negozio di vicinato: comunicazione di subingresso, settore non alimentare | 81,20 € |
| Negozio di vicinato: comunicazioni di variazione (denominazione, preposto, sede legale) e cessazione | 23,20 € |
| Bar e ristoranti: attivazione dell'esercizio di somministrazione | 406,00 € |
| Bar e ristoranti: subingresso o cambio di titolarità | 179,80 € |
| Vendita online: SCIA di apertura per il commercio elettronico | 116,00 € |
Gli importi sono il «rimborso spese istruttoria» del tariffario 2026 di Roma Capitale (Deliberazione della Giunta Capitolina n. 492/2025, Allegato A) e si pagano con pagoPA prima dell'invio. Al momento dell'invio fa fede l'avviso di pagamento generato dal SUAP.
L'onorario dello studio, IVA e cassa comprese, è di 400–700 € per una SCIA di vicinato e di 800–1.400 € per un bar o un ristorante, dove servono più verifiche e la notifica sanitaria. Se nel locale servono anche lavori, il calcolatore dei costi dà una prima stima di lavori e pratiche edilizie: è un conto separato dalla SCIA.
Tempi: quando si può aprire
La SCIA completa produce effetti subito: l'attività può iniziare dalla data di protocollo della ricevuta. Dove serve un'autorizzazione, come per bar e ristoranti nelle zone tutelate della Città Storica, si attende invece la risposta del Comune. Il Comune ha poi 60 giorni per controllare requisiti e documenti (art. 19 della Legge 241/1990) e, se trova carenze, può vietare la prosecuzione dell'attività oppure chiedere di regolarizzarla entro un termine non inferiore a 30 giorni. Lo studio prepara e invia la pratica in 5 giorni lavorativi dal sopralluogo per un negozio e in 7 per un bar o un ristorante, se il locale è in regola e i documenti ci sono.
Che cos'è la SCIA commerciale
La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è la dichiarazione che permette di iniziare, modificare o cessare un'attività produttiva (commerciale, artigianale o di somministrazione) senza attendere un'autorizzazione del Comune. È disciplinata dall'art. 19 della Legge n. 241/1990 ed è stata introdotta, nella forma attuale, dal Decreto Legge n. 78/2010 (convertito nella Legge n. 122/2010), al posto della precedente DIA.
In pratica è un'autocertificazione: il titolare dichiara sotto la propria responsabilità di avere tutti i requisiti previsti, e il Comune controlla dopo.
Quando serve la SCIA commerciale
La SCIA commerciale la presentano i titolari di negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici e, in generale, chi avvia un'attività commerciale, artigianale o di somministrazione. I casi più frequenti a Roma sono:
- Apertura o trasferimento di un esercizio di vicinato o di somministrazione di alimenti e bevande (bar, ristoranti); per bar e ristoranti nelle zone tutelate della città storica serve invece l'autorizzazione del Comune, e lo verifichiamo prima di tutto;
- Subentro in un'attività che esiste già, per acquisto o affitto d'azienda: è una pratica a sé, spiegata nella guida al subingresso in un'attività commerciale a Roma;
- Variazioni: cambio di sede, ampliamento o riduzione della superficie di vendita, variazione del settore merceologico;
- Commercio al dettaglio in forme speciali, come la vendita online: per l'e-commerce c'è la guida alla SCIA per il commercio elettronico;
- Attività con regole proprie: parrucchieri ed estetisti, laboratori alimentari e laboratori artigianali;
- Attività ricettive ed extralberghiere (bed & breakfast, case vacanza, affittacamere): a Roma passano dallo Sportello Unico Attività Ricettive, vedi la pagina sull'apertura di attività extralberghiera.
Quando la SCIA non serve
Per alcune attività di impresa artigiana elencate nelle tabelle B.I e B.II del D.Lgs. 222/2016, l'art. 4-bis dello stesso decreto stabilisce che avvio, variazione, sospensione, subingresso e cessazione non sono soggetti a titoli abilitativi, segnalazione o comunicazione. Restano però i regimi previsti dalle norme di settore (per esempio la notifica sanitaria per chi lavora alimenti, la SCIA propria di parrucchieri ed estetisti, le autorizzazioni ambientali per scarichi ed emissioni) e gli adempimenti della Legge 443/1985 sull'artigianato. Se il tuo caso rientra lo controlliamo sulla tabella prima di preparare qualsiasi pratica.
Documenti necessari
La documentazione varia in base al tipo di attività: un negozio di abbigliamento non avrà gli stessi allegati di un ristorante. In linea generale alla SCIA si allegano:
- Modulistica SUAP compilata e firmata digitalmente dal titolare o dal legale rappresentante;
- Documento d'identità e codice fiscale del dichiarante;
- Autocertificazione dei requisiti morali e, dove richiesti, dei requisiti professionali (per la somministrazione e per alcune attività specifiche). Se il titolare non li possiede, può nominare un preposto;
- Planimetria del locale e documentazione che attesti la conformità urbanistica, la destinazione d'uso e l'agibilità;
- Notifica sanitaria per le attività alimentari e, dove prevista, la SCIA antincendio ai Vigili del Fuoco;
- Ricevuta di pagamento dei diritti di istruttoria.
I requisiti dichiarati devono esserci al momento della presentazione. Trattandosi di dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR 445/2000, in caso di dichiarazioni false chi firma risponde anche penalmente (art. 76 DPR 445/2000).
SCIA telematica al SUAP di Roma: come si invia
A Roma la SCIA commerciale si invia solo online, dal portale SUAP di Roma Capitale: la presentazione su carta allo sportello non è più ammessa. Si accede con SPID, CIE o CNS, come cittadino o impresa oppure come intermediario.
I passaggi, in ordine:
- Verifica del locale: destinazione d'uso, agibilità e planimetria, prima di compilare qualsiasi modello.
- Scelta del procedimento: apertura, subingresso, trasferimento o variazione. Ogni procedimento ha la sua scheda con la normativa di settore e l'elenco degli allegati.
- Compilazione e allegati: planimetria, dichiarazioni sui requisiti ed eventuali altri titoli, come la notifica sanitaria per le attività alimentari.
- Firma digitale e pagamento dei diritti di istruttoria con pagoPA.
- Ricevuta del sistema con il numero e la data di protocollo, da cui partono i tempi visti sopra.
Come ti aiutiamo a Roma
Lo studio segue l'intera procedura della SCIA commerciale al SUAP di Roma:
- Sopralluogo e verifica preliminare di conformità urbanistica, destinazione d'uso e agibilità del locale;
- Controllo dei requisiti soggettivi (morali e professionali) e oggettivi (urbanistici, igienico-sanitari);
- Compilazione della modulistica regionale e capitolina e raccolta degli allegati;
- Firma digitale e invio telematico allo Sportello Unico, con il pagamento dei diritti di istruttoria;
- Assistenza nei rapporti con il SUAP in caso di richieste di integrazione.
Come unico referente tecnico, lo studio segue anche l'eventuale ristrutturazione del locale (progetto, pratiche e direzione lavori, con i lavori eseguiti da imprese partner selezionate), la pratica per l'insegna del negozio e, per bar e ristoranti, la concessione per i tavolini all'esterno.
Domande frequenti
Quanto costa la SCIA per un negozio, un bar o un ristorante?
Per un negozio di vicinato l'onorario dello studio è di 400–700 €, IVA e cassa comprese; a parte si pagano con pagoPA i diritti comunali 2026, che sono 92,80 €. Per un bar o un ristorante l'onorario è di 800–1.400 €, notifica sanitaria compresa, e i diritti sono 406,00 €. La pratica è pronta in 5 giorni lavorativi dal sopralluogo per il negozio e in 7 per il bar o il ristorante, se il locale è in regola e i documenti ci sono; dove basta la SCIA si apre dal protocollo.
Quanto tempo ha il Comune per controllare la SCIA?
L'attività parte dalla data di protocollo, senza aspettare una risposta. Da quel momento il Comune ha 60 giorni per controllare requisiti e documenti (art. 19 della Legge 241/1990). Se trova carenze può vietare la prosecuzione dell'attività oppure chiedere di regolarizzarla entro un termine non inferiore a 30 giorni. Per questo il locale va verificato prima dell'invio, non dopo.
Chi deve firmare e presentare la SCIA?
Il titolare dell'impresa o il legale rappresentante, maggiorenne e in possesso dei requisiti morali, direttamente o tramite un intermediario abilitato. Se mancano i requisiti professionali, si può nominare un preposto che li possiede. Tutti i requisiti dichiarati devono esserci già il giorno in cui la SCIA viene presentata, non dopo.
Posso far preparare e inviare la SCIA a un tecnico?
Sì. Il portale SUAP prevede l'accesso come intermediario: il tecnico compila i modelli, allega la planimetria che ha firmato e invia la pratica, mentre le dichiarazioni sui requisiti restano del titolare, che le sottoscrive con la propria firma digitale e ne risponde anche penalmente (art. 76 del DPR 445/2000).
Per l'insegna e i tavolini fuori basta la SCIA commerciale?
No, sono pratiche distinte. Per l'insegna la legge nazionale (D.L. 19/2026, art. 5, comma 2) prevede una SCIA asseverata al SUAP, salvo le autorizzazioni preventive nelle aree vincolate; il regolamento delle insegne di Roma (Deliberazione dell'Assemblea Capitolina n. 67/2026) permette di presentarla anche insieme a quella dell'attività, quando la nuova procedura del SUAP è attiva. I tavolini su suolo pubblico richiedono la concessione OSP. Le trovi spiegate nelle guide all'insegna e al dehors.
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