I tarli sono le larve di alcuni coleotteri che vivono per anni dentro il legno e lo scavano. Non li vedi: vedi i fori da cui escono gli adulti e la polvere di legno, il rosume, che cade dalle gallerie. Un foro da solo non dice che l'attacco è in corso, lo dicono i fori nuovi. Per eliminarli servono un prodotto biocida autorizzato o un metodo fisico come l'anossia o il calore, applicati da una ditta qualificata; se il legno è una trave portante, prima bisogna capire quanto legno sano resta.
Metodi e costi indicativi del trattamento sono nella pagina sul trattamento antitarlo a Roma.
Cosa sono i tarli e quali specie si trovano in casa
«Tarlo» non è il nome di una specie. È il nome comune delle larve di diversi coleotteri che si nutrono di legno. La larva resta nel legno da uno a diversi anni, secondo la specie, il legno e l'umidità; poi diventa adulto, esce da un foro di sfarfallamento e vola via per riprodursi. Gli adulti non mangiano legno, ricorda l'Ufficio federale dell'ambiente svizzero: il danno lo fanno le larve, dentro, dove non si vedono.
Le schede tecniche che abbiamo letto, quella dell'International Research Group on Wood Protection (IRG-WP) e quella dell'ufficio svizzero, descrivono soprattutto tre gruppi.
| Insetto | Che legno attacca | Foro di uscita | Quando volano gli adulti |
|---|---|---|---|
| Anobium punctatum, il tarlo comune dei mobili | l'alburno di conifere e latifoglie; anche il durame di faggio, betulla, ciliegio, ontano e abete rosso, o legno già attaccato dai funghi | rotondo, circa 1-2 mm | da maggio ad agosto |
| Hylotrupes bajulus, il capricorno delle case | solo legno di conifere, come abete e pino | ovale, 6-10 mm | da giugno a settembre |
| Lyctus brunneus e Lyctus linearis, i lictidi | solo l'alburno delle latifoglie a pori grandi: quercia, castagno, frassino, noce, robinia, legni tropicali | rotondo, circa 1-2 mm | da aprile ad agosto |
Specie, legni, fori e mesi vengono dall'IRG-WP, che fra gli anobiidi dannosi per il legno da costruzione in Europa cita anche Oligomerus ptilinoides. Sono fonti internazionali: una scheda istituzionale italiana sulle specie più diffuse in Italia non l'abbiamo trovata, quindi la specie del tuo caso la riconosce chi vede il legno.
Due parole utili. L'alburno è la parte esterna del tronco, sotto la corteccia; il durame è la parte interna. L'attacco si concentra sull'alburno, e i lictidi mangiano solo quello, perché il loro danno dipende dall'amido del legno.
Conta anche l'umidità. Il tarlo comune preferisce il legno umido: la fonte svizzera indica un'umidità del legno dal 16% in su, e ricorda che in un ambiente riscaldato il legno sta intorno all'8-10%. Per questo una soffitta o una cantina umida sono più a rischio di un soggiorno.
Come capire se i tarli sono ancora attivi
Un mobile pieno di buchi può essere fermo da decenni. Un altro, con pochi fori, può avere le larve al lavoro. Per distinguere i due casi guarda queste cose.
- I fori nuovi. Sono la prova. L'ufficio svizzero lo scrive in modo netto: un'infestazione in corso si dimostra con la formazione di nuovi fori di sfarfallamento. Per accorgertene chiudi i fori che ci sono con un po' di cera, oppure coprili con un foglio di carta, e controlla nei mesi di volo se ne compaiono altri.
- Il rosume. È la polvere che le larve lasciano nelle gallerie. Quella del tarlo comune contiene granuli a forma di limone, quella dei lictidi è una farina fine (IRG-WP). Un mucchietto sotto un mobile è un indizio, non una prova: la segatura può uscire da un foro anche molto tempo dopo che l'insetto è volato via. Pulisci e guarda se si riforma.
- Il periodo. Gli adulti escono fra aprile e settembre, secondo la specie. È la stagione dei controlli.
- Il rumore. Nelle notti calde, con uno stetoscopio, si possono sentire le larve che rosicchiano. È un controllo da tecnico.
I tarli pungono o attaccano l'uomo?
Il tarlo no. Può pungere un suo parassita.
Nelle fonti mediche che abbiamo letto non c'è un caso di puntura attribuito a un coleottero del legno. Ci sono invece due animali che vivono a spese delle sue larve.
- Una piccola vespa, del genere Sclerodermus. È lunga 2-4 mm e le femmine non hanno ali. Per completare il ciclo ha bisogno delle larve dei coleotteri del legno, fra cui gli anobiidi. Un articolo del 2014 sul Journal of Venomous Animals and Toxins including Tropical Diseases descrive in Italia una coppia punta più volte in casa: la fonte era un divano tarlato comprato da un rivenditore di mobili usati. Le lesioni sono guarite in 3-4 giorni, una volta lasciata la casa.
- Gli acari, del genere Pyemotes. Secondo un articolo del 2021 sulla rivista Actas Dermo-Sifiliográficas, negli alloggi poco frequentati le larve dei tarli sono spesso parassitate da questi acari, ed è l'acaro a causare la dermatite. Il caso descritto riguarda una paziente che aveva soggiornato in un alloggio rurale del Nord Italia: nei mobili di legno c'erano tarli parassitati da Pyemotes.
Se hai punture o un'irritazione della pelle che non si spiega, la diagnosi spetta al medico. Se il medico pensa a questa causa, resta da trovare il mobile o il legno infestato e trattarlo: i parassiti vivono lì, sulle larve.
Mobile, trave o parquet: perché il rischio non è lo stesso
Su un mobile il tarlo rovina l'aspetto e, se l'attacco è vecchio e diffuso, indebolisce gambe, incastri e piani. Il mobile si tratta, poi si chiudono i fori e si ritocca la finitura. Se è antico o di valore, il metodo si sceglie con il restauratore: il calore, per esempio, può danneggiare i manufatti in legno, come avvertono i ricercatori dell'Università della Calabria. Se è un bene culturale tutelato servono l'autorizzazione del soprintendente (art. 21 c. 4 del D.Lgs. 42/2004) e un restauratore di beni culturali (art. 29 c. 6): ne parliamo nella pagina sul restauro dei mobili antichi.
Su una trave portante la domanda è un'altra: quanto legno sano resta. Il trattamento uccide gli insetti ma non restituisce il legno mangiato. Anche qui conta l'umidità: il tarlo comune preferisce il legno umido e quello già attaccato dai funghi, quindi in una trave tarlata conviene controllarla, soprattutto agli appoggi, dove la trave entra nel muro. Se la trave è di conifera, fra gli insetti possibili c'è anche il capricorno delle case, che lascia fori ovali più grandi.
La verifica dello stato del legno la fa un tecnico abilitato, nei limiti delle sue competenze. Il solo trattamento, che non sostituisce e non rinforza niente, di norma lo inquadriamo come manutenzione ordinaria, cioè edilizia libera (art. 3 c. 1 lett. a e art. 6 c. 1 lett. a del DPR 380/2001). Se invece la trave va consolidata o sostituita, di norma è manutenzione straordinaria strutturale, con SCIA e adempimenti sismici: il caso è nella pagina sul restauro e consolidamento delle travi in legno.
Nel parquet i lictidi possono attaccare le essenze a pori grandi, come quercia, castagno, frassino e noce, dove c'è alburno: fori piccoli e una farina fine nelle fughe sono il segnale. Il trattamento va coordinato con la lamatura e la nuova finitura, come spieghiamo nella pagina sulla lamatura del parquet.
Come si eliminano i tarli
I metodi sono di due famiglie: i prodotti antitarlo, che sono biocidi, e i metodi fisici, che uccidono gli insetti togliendo l'ossigeno, scaldando o raffreddando il legno.
| Metodo | Come funziona | Cosa dicono le fonti |
|---|---|---|
| Prodotti antitarlo: impregnanti e iniezioni | il prodotto si stende sul legno o si inietta nei fori | sono «preservanti del legno», tipo di prodotto 8 del regolamento (UE) 528/2012: vanno autorizzati prima della vendita; dosi e tempi sono quelli dell'etichetta |
| Anossia | il pezzo resta chiuso in un ambiente senza ossigeno, con azoto, argon o anidride carbonica | dura settimane: 6 nella sperimentazione del Politecnico di Milano, la durata più lunga riportata in letteratura, usata per le specie più resistenti |
| Calore | il legno si scalda fino al cuore e ci resta | oltre 53 °C per almeno 33 minuti (Università della Calabria); fra 55 e 60 °C finché anche i pezzi più spessi sono caldi al cuore (Canadian Conservation Institute) |
| Microonde | il calore nasce dentro il legno | temperature letali in tempi brevi; sui legni resinosi può uscire la resina (Università di Bari) |
| Freddo | il pezzo resta a lungo sotto zero | −30 °C per una settimana o −20 °C per due settimane (Canadian Conservation Institute) |
L'impregnante uccide i tarli? Solo se è un prodotto antitarlo autorizzato per quell'uso, e solo dove arriva. Un impregnante colorato o protettivo qualsiasi non è un insetticida. Su un legno verniciato o cerato, poi, il prodotto entra poco: per questo su mobili e travi la ditta valuta le iniezioni nei fori o un metodo che agisce su tutto il pezzo.
Nessun metodo rende il legno immune. Anossia, calore e freddo uccidono gli insetti che ci sono, ma non lasciano nel legno niente contro un attacco futuro: se il legno resta umido, o vicino a un pezzo infestato, può essere attaccato di nuovo. Come si sceglie il metodo per mobili, travi e parquet è spiegato nel servizio di trattamento antitarlo.
Cosa puoi fare da solo, e dove ti fermi
Su un piccolo oggetto di legno senza valore qualcosa si può fare. L'Ufficio federale dell'ambiente svizzero indica il forno o la sauna a 60 °C per 12 ore, oppure il congelatore a −18 °C per una settimana. Le fonti però non coincidono: per il freddo il Canadian Conservation Institute, l'istituto del governo canadese per la conservazione dei beni culturali, indica −20 °C per due settimane o −30 °C per una. E il calore può danneggiare il legno lavorato: niente forno per un oggetto a cui tieni.
Anche i prodotti antitarlo che trovi in negozio sono biocidi. Se ne usi uno, controlla in etichetta che sia autorizzato per il legno e segui le istruzioni su dosi, aerazione e protezioni.
Il fai da te si ferma quando:
- il mobile è antico o di valore, impiallacciato, intarsiato o lucidato a gommalacca;
- l'attacco riguarda travi, solai, tetti o il parquet;
- i fori nuovi compaiono in più mobili o in più stanze;
- in casa ci sono punture o irritazioni che non si spiegano;
- il bene è tutelato, o lo è l'edificio.
Come evitare che tornino
- Tieni il legno asciutto. Per la fonte svizzera mantenere bassa l'umidità del legno è il fattore decisivo.
- Controlla il legno che entra in casa. Prima di portare dentro un mobile usato, una cornice o una cassetta, cerca fori e rosume, anche sotto e dietro: lo consiglia la stessa fonte. Il caso delle punture raccontato sopra partiva da un divano comprato usato.
- Guarda dove di solito non guarda nessuno. A Roma vuol dire le soffitte e le cantine dei palazzi, i solai e i tetti in legno, le case al mare o in campagna chiuse per mesi: lì il legno può restare umido e un foro nuovo passa inosservato.
- Ricontrolla nei mesi di volo, da aprile a settembre, soprattutto nell'anno dopo un trattamento.
- Valuta un trattamento preventivo per travi e tavolati in ambienti umidi, con un prodotto autorizzato e dopo aver fatto controllare il legno.
Quando chiamare una ditta, e quando chiamare noi
| Cosa vedi | Cosa fare | Chi se ne occupa |
|---|---|---|
| Fori vecchi, nessun foro nuovo dopo una stagione | Chiudi i fori con la cera, tieni il legno asciutto e ricontrolla | Tu |
| Fori nuovi o rosume che si riforma sotto un mobile | Trattamento del mobile | Ditta qualificata o restauratore |
| Mobile antico, di valore o tutelato | Metodo scelto con il restauratore; se è tutelato, autorizzazione del soprintendente e restauratore di beni culturali | Restauratore, dopo le verifiche sulla tutela |
| Rosume o fori su travi, solai o tetto | Trattamento e verifica dello stato del legno | Ditta qualificata e tecnico abilitato |
| Fori nel parquet | Trattamento coordinato con lamatura e finitura | Ditta qualificata e parquettista |
| Travi di una parte comune del condominio | Avviso all'amministratore, decisione in assemblea | Condominio, con la ditta |
| Punture o dermatite che non si spiegano | Visita medica, poi ricerca del legno infestato | Medico, poi ditta |
Per travi, parquet, mobili di valore e condominio conviene una valutazione unica, che guardi insieme l'insetto e il legno: è il lavoro che seguiamo con le ditte partner. Il preventivo è gratuito: chiedilo qui, con qualche foto dei fori, del rosume e del pezzo intero e la zona di Roma.
Errori frequenti
- Trattare un mobile che non ha più tarli. Prima di spendere, verifica se compaiono fori nuovi.
- Fermarsi a un solo mucchietto di rosume. Può cadere anche da fori vecchi. Contano i fori nuovi e il rosume che si riforma dopo che hai pulito.
- Chiudere i fori e considerare chiusa la storia. La cera non ferma le larve che sono dentro: serve a vedere se ne escono altre.
- Credere che basti portare il legno a 55 °C. A quella temperatura l'insetto muore quasi subito, ma il tempo del trattamento lo decide il cuore del pezzo più spesso, che si scalda per ultimo.
- Pensare che il trattamento ripari la trave. Gli insetti muoiono, il legno mangiato non torna.
- Portare in casa legno usato senza guardarlo.
- Usare un prodotto senza leggere l'etichetta, o uno che non è un biocida autorizzato per il legno.
Per passare dal sospetto al preventivo c'è la pagina sul trattamento antitarlo a Roma. Per le strutture vedi il restauro e consolidamento delle travi in legno, per i pavimenti la lamatura e il restauro del parquet, per i mobili il restauro dei mobili antichi. Tutti i lavori sul legno sono nella categoria falegnameria e restauro del legno.
