Per il legno all'aperto ci sono tre famiglie di prodotti. L'impregnante entra nel legno e lascia in superficie uno strato sottile che con gli anni si consuma senza sfogliarsi. La vernice filmogena forma una pellicola continua che ripara meglio dall'acqua e, se è coprente, dal sole; ma quando si crepa l'acqua passa sotto e la pellicola si stacca. L'olio nutre il legno, ne lascia l'aspetto naturale e va ripassato spesso. Nelle schede tecniche che abbiamo letto, per finestre e porte d'ingresso si usano cicli in tre strati con finitura a film; per rivestimenti, tettoie e balconi impregnanti pigmentati; per terrazze e mobili da giardino oli. Con qualunque prodotto, la durata la decidono la preparazione, l'esposizione e l'acqua che riesci a tenere lontana dal legno.
Impregnante, vernice filmogena e olio: cosa fanno
Le informazioni di questa guida vengono dalle schede tecniche di produttori di prodotti per legno da esterno (due impregnanti, due finiture a film per serramenti, due oli), da due schede di un produttore di casette sui trattamenti in autoclave e per immersione e dai documenti di Lignum, l'organizzazione svizzera del settore del legno. Ogni prodotto ha la sua scheda, e quella del barattolo che compri vale più di questa pagina.
L'impregnante. Le schede lo descrivono «ad elevata penetrazione» e «non sfogliante», oppure «a basso spessore», con una «degradazione uniforme»: con gli anni si assottiglia, ma non si stacca a scaglie, e sul legno già trattato con impregnanti si rinnova con una nuova mano. Due avvertenze tornano. La protezione dal sole la danno i pigmenti, tanto che una scheda scrive che la versione incolore «non è idonea da sola alla protezione all'esterno». E sulle superfici molto esposte un produttore consiglia tonalità medie, evitando quelle troppo chiare o troppo scure.
La vernice filmogena. Crea uno strato continuo, il cui spessore si misura in micron. Sui serramenti si applica in cicli: la scheda di una finitura per serramenti prevede tre strati (impregnante di fondo, mano intermedia, finitura) con una carteggiatura fine prima della finitura, e avverte che uno spessore eccessivo riduce la capacità del rivestimento di lasciar passare il vapore. Il pregio è la protezione: una vernice coprente scherma il legno dal sole. Il limite si vede quando la pellicola si rompe. Dalle fessure l'acqua entra e fatica a uscire, il legno sotto si degrada e la vernice si stacca. Per questo un ciclo a film va controllato e ritoccato prima che si crepi. Anche sotto una finitura trasparente il legno cambia colore col tempo, più chiaro o più scuro secondo l'essenza: Lignum scrive che oggi nessun trattamento mantiene il colore originale del legno.
L'olio. Penetra, ravviva il legno e lo lascia al naturale, senza pellicola. Le schede lette lo indicano per terrazze, mobili da giardino e rivestimenti esterni, e una lo esclude espressamente per finestre e porte. La naturalezza si paga con la frequenza della manutenzione, che vediamo più avanti. Anche qui il colore conta: le versioni pigmentate proteggono dall'ingrigimento, quella incolore non protegge dai raggi UV. In compenso i trattamenti successivi si fanno senza carteggiare, se la superficie è in ordine.
Quale prodotto per quale legno: tabella di sintesi
I produttori distinguono gli elementi «a precisione dimensionale», come finestre e porte d'ingresso, che devono aprire e chiudere bene anche dopo anni di sole e pioggia, da quelli a precisione limitata o non dimensionale, come rivestimenti, tettoie, balconi e casette. La scelta del prodotto parte da qui.
| Elemento | Cosa indicano le schede lette | Da sapere |
|---|---|---|
| Finestre e porte d'ingresso | Ciclo a film in tre strati: impregnante, intermedio, finitura | Va controllato e ritoccato prima che la pellicola si crepi |
| Persiane e scuri | Finitura a film (una scheda le elenca fra gli impieghi tipici) oppure, se il legno è già trattato a impregnante, lo stesso tipo di prodotto | Sopra una vernice che si sfoglia non si passa un impregnante |
| Rivestimenti, tettoie, balconi, casette e strutture simili come le pergole | Impregnante pigmentato a basso spessore | Non sfoglia; l'incolore da solo non basta all'esterno |
| Terrazze e mobili da giardino | Olio, meglio pigmentato | Si ripassa spesso, senza carteggiare se la superficie è in ordine |
| Legno impregnato in autoclave | Velature adatte, in qualsiasi momento | Il colore dell'autoclave in genere non è stabile al sole |
Come si prepara il legno, anche quello ingrigito
- Asciutto. Le schede chiedono un'umidità del legno che va dal 12 al 18% a seconda del prodotto: intorno al 13% per le finiture a film dei serramenti, fino al 17-18% per un impregnante e per un olio. Si misura con un igrometro per legno, non a occhio: dopo giorni di pioggia la superficie può sembrare asciutta e il legno sotto non esserlo.
- Pulito. Senza polvere, grasso, cera, silicone né resina, e senza alghe.
- Senza vernici che si sfogliano. Per un impregnante una scheda chiede di eliminare le vecchie vernici e «riportare a legno»; per l'olio le schede chiedono di togliere i vecchi strati e le vernici filmanti.
- Carteggiato. Sulle superfici lisce, nel senso delle fibre (una scheda indica grana da 80 a 120 prima dell'impregnante), smussando gli spigoli vivi, dove il rivestimento resterebbe troppo sottile.
- Senza lo strato grigio. Il grigio non è sporco. Il sole degrada la lignina, la pioggia la dilava e in superficie resta la cellulosa, più chiara; nei climi miti si aggiunge una patina di funghi innocui (lo spiega Lignum). Prima del trattamento lo strato grigio va tolto, con un detergente specifico per legno ingrigito, come indica una delle schede, e con la carteggiatura fino al legno sano.
- Protetto, se l'essenza è poco durevole. Abete e pino hanno una durabilità naturale limitata: per legni così le schede prevedono prima una mano di preservante contro funghi e azzurramento. È un biocida del tipo di prodotto 8 e si usa seguendo l'etichetta.
- Trattato su tutti i lati. Sul legno nuovo la prima mano va data su tutti i lati, se possibile. Le testate, cioè i tagli trasversali, bevono più acqua del resto e vanno protette in modo particolare; sulle testate rivolte verso il basso una scheda consiglia di fresare uno spigolo rompigoccia.
Quando applicarlo: temperatura, sole e umidità
Ogni scheda ha i suoi intervalli. Fra quelle lette: un impregnante a solvente non va applicato sotto i 5 °C né sopra i 30 °C, né con umidità dell'aria oltre l'85%, con condensa, sole diretto o vento; un impregnante all'acqua chiede almeno 10 °C e indica come condizioni migliori 15-25 °C, con umidità fra il 40 e l'80%; una finitura all'acqua per serramenti chiede almeno 15 °C; un olio va steso fra 5 e 30 °C. Quasi tutte ripetono di non lavorare sotto il sole diretto, e una avverte che pioggia e rugiada sul prodotto fresco vanno evitate in assoluto.
Tradotto sul clima di Roma: i periodi più comodi sono di solito la primavera e l'inizio dell'autunno, nei giorni asciutti. D'estate si lavora nelle ore fresche e sui lati in ombra. In tutte le stagioni conviene finire con largo anticipo sulla sera, quando arriva l'umidità.
Sud e ovest: perché alcuni lati invecchiano prima
A parità di prodotto, la durata dipende dall'esposizione. Lo scrivono gli stessi produttori, che fra i fattori indicano il tipo di esposizione agli agenti atmosferici, la protezione data dalla costruzione, le sollecitazioni meccaniche e il colore scelto. Sui lati che prendono più sole, a sud e a ovest, i raggi UV consumano prima la superficie del legno e i pigmenti. Le tinte scure si scaldano molto: Lignum scrive che possono portare una facciata fino a 70 °C, con tensioni che fanno fessurare il legno. Dove la pioggia batte senza riparo, il legno si bagna e si asciuga di continuo.
Le conseguenze pratiche sono due. Sui lati esposti conviene una tonalità media, né troppo chiara né troppo scura. E le persiane o i portoni della stessa casa non vanno rifatti tutti insieme per abitudine, ma guardati lato per lato: quelli a sud e a ovest di solito chiedono il ritocco per primi.
Ogni quanto si rifà il trattamento?
Una cadenza valida per tutti non esiste: dipende da prodotto, essenza, colore ed esposizione. Le indicazioni che abbiamo trovato:
- olio: una scheda indica di ritrattare ogni 2-3 anni le superfici esposte e, se serve, ogni anno quelle orizzontali come le pedane; l'altra chiede di ripassare almeno una volta l'anno le superfici esposte agli agenti atmosferici;
- impregnante: le velature «perdono il loro effetto protettivo dopo alcuni anni» e vanno mantenute con regolarità, e per questo Lignum le considera poco adatte alle grandi facciate molto esposte;
- vernice a film: la scheda di una finitura per serramenti raccomanda controlli regolari, una pulizia annuale con prodotti di manutenzione e le riparazioni quando servono.
Più della data conta lo stato. Per impregnante e olio i segnali sono il legno che ingrigisce, il colore che si scarica, l'acqua che non fa più goccia. Per la vernice sono crepe, bolle e scaglie che si sollevano: lì conviene intervenire subito, prima che l'acqua entri sotto.
Il legno trattato in autoclave va trattato ancora?
Sì, se non vuoi che diventi grigio. L'impregnazione in autoclave spinge il preservante in profondità, sotto vuoto e pressione, e protegge da funghi e insetti: per questo rende usabili all'aperto anche legni di durabilità limitata come abete e pino. Il colore che lascia (verde oliva, che poi diventa marrone) non è coprente e in genere non è stabile ai raggi UV, e senza altri trattamenti il legno diventa grigio. Lignum scrive che il legno impregnato si può ridipingere in qualsiasi momento con velature adatte, e che le parti lavorate dopo l'impregnazione, come tagli e fori, vanno trattate o protette a parte. L'autoclave protegge dove è arrivata.
Il trattamento per immersione, usato per esempio su alcune casette da giardino, è un'altra cosa: la scheda di un produttore di casette chiede di applicare la finitura il prima possibile, almeno due mani su legno asciutto, e avverte che dopo sei mesi senza finitura l'effetto protettivo comincia a calare. Le regole per montare una casetta sono nella guida sulla casetta in legno in giardino.
Pino, larice, rovere: cosa cambia con l'essenza
- Pino e larice, legni resinosi. La resina può affiorare anche attraverso la vernice, e una scheda scrive che verniciando non si può evitare. Su nodi e venature molto resinose adesione e tenuta del rivestimento possono calare, con manutenzioni più frequenti.
- Rovere, castagno e altri legni ricchi di tannino. Sotto la pioggia rilasciano sostanze che lasciano macchie scure su intonaci e soglie di marmo: questi legni vanno protetti con particolare cura. Sul larice e sui legni ricchi di sostanze interne, residui di intonaco o polvere di ferro possono dare macchie nere.
- Legni ricchi di sostanze estrattive. Per evitare tempi di essiccazione molto lunghi, una scheda di olio consiglia di lasciarli alle intemperie per alcune settimane, o di pulirli con un detergente apposito, prima del primo trattamento.
Errori frequenti
- L'impregnante incolore, da solo, all'esterno. Senza pigmenti non protegge dal sole; lo stesso vale per l'olio incolore.
- Impregnante o olio sopra una vernice che si sfoglia. Non arriva al legno e non lo protegge: la vecchia pellicola va tolta.
- Lavorare al sole, sul legno bagnato o con la rugiada in arrivo. Sono le condizioni che le schede escludono.
- Più mani del necessario. Uno strato troppo spesso lascia passare meno vapore. Con l'olio, il prodotto in eccesso va tolto con uno straccio entro mezz'ora, come chiede una delle schede.
- Testate e piedi dei montanti scoperti. È da lì che l'acqua entra per prima.
- Stracci imbevuti d'olio lasciati appallottolati. Possono prendere fuoco da soli: lo scrivono tutte e due le schede di olio che abbiamo letto. Vanno bagnati e lasciati asciugare stesi su un fondo che non brucia, oppure chiusi sott'acqua in un contenitore resistente al fuoco.
- Aspettarsi il colore di quando era nuovo. Nessun trattamento lo conserva: si può solo rallentare il cambiamento.
- Verniciare il legno marcio. La vernice non lo consolida, lo nasconde e basta.
Quando il problema non è più la vernice
Alcuni segni non si risolvono con un barattolo:
- il legno cede sotto la punta di un cacciavite, si sbriciola o si stacca a fibre: è marcio, e la parte va sostituita o ricostruita;
- le lamelle delle persiane sono rotte, le traverse si staccano, gli incastri si aprono;
- un portone o una finestra non chiude più bene, o l'acqua passa dalle giunzioni;
- ci sono fori piccoli e tondi con polvere fresca sotto: possono essere tarli attivi, da far valutare prima di qualunque verniciatura.
In questi casi serve un artigiano. Il falegname o il restauratore partner che coordiniamo valuta se recuperare o sostituire, e noi seguiamo preventivo e lavoro fino alla consegna. Le pagine dedicate: restauro delle persiane in legno, restauro dei portoni, restauro di infissi e finestre, trattamento antitarlo.
C'è poi una domanda che a Roma conviene farsi prima di aprire il barattolo: il colore resta lo stesso? Riverniciare persiane, finestre e portoni senza cambiarne colore, partizione o materiale è manutenzione ordinaria, in edilizia libera. Cambiare colore è un'altra cosa: secondo la circolare con cui Roma Capitale indica ai propri uffici quale titolo serve (31 dicembre 2025), il rinnovo di infissi e serramenti con caratteristiche diverse dalle precedenti (colore, partizione, materiale) va presentato con la CILA. Restano le regole del condominio e dei vincoli: le trovi nella guida ai permessi per infissi, persiane e portoni.
Quando conviene chiamarci
Un trattamento di manutenzione su una pedana o su una staccionata lo puoi fare da te, seguendo la scheda del prodotto. Conviene chiamarci quando il legno è da riparare o da sostituire, quando il lavoro riguarda persiane, finestre o portoni (dove il ciclo va scelto insieme al serramento e, in condominio, con le regole sul decoro), quando vuoi cambiare colore o quando l'edificio è vincolato. Mandaci le foto: la prima valutazione la facciamo da lì, e se serve un sopralluogo te lo diciamo prima. Poi ti mandiamo il preventivo scritto con l'artigiano partner adatto, con lavorazioni, materiali, costi e chi fa cosa, e seguiamo il lavoro fino alla consegna. Mandaci le foto qui.
Per strutture e permessi ci sono le guide sulla pergola in legno e sulla casetta da giardino; tutti i lavori sul legno sono nella sezione Falegnameria e restauro del legno.
