Restaurare un intarsio o un'impiallacciatura vuol dire rincollare ciò che si è sollevato, ricostruire le parti mancanti con legni compatibili e rifinire senza cancellare il disegno originale. È un lavoro da ebanista: lo esegue l'ebanista o il restauratore partner, mentre noi valutiamo il danno con lui, ti mandiamo il preventivo scritto e controlliamo il lavoro alla consegna. Si lavora a preventivo, secondo la superficie, le lacune e le essenze da usare. Per cominciare bastano foto ravvicinate del danno, le misure del mobile e la zona di Roma.
- Comprende: l'esame del danno; il preventivo scritto; il rincollaggio delle parti sollevate o staccate; la ricostruzione delle lacune; il ritocco e la finitura della zona restaurata; il nostro controllo alla consegna.
- A parte: il restauro del resto del mobile, se serve (vedi restauro dei mobili antichi); la lucidatura dell'intero piano o del mobile; il trattamento contro i tarli; ritiro e riconsegna, se non sono nel preventivo; l'IVA.
- Quando serve una pratica: nessuna pratica edilizia. Se il mobile è un bene culturale tutelato servono l'autorizzazione del soprintendente e un restauratore di beni culturali: lo verifichiamo prima.
- Preventivo: gratuito: chiedilo qui, mandandoci foto, misure indicative e zona di Roma; se serve un sopralluogo te lo diciamo prima.
Che cos'è l'intarsio, e che differenza c'è con l'intaglio?
L'intarsio è una tecnica di decorazione: si compone un disegno inserendo in una superficie tasselli di materiali diversi. Nel legno si usano legni di colori diversi, ma anche lamine di metallo e madreperla. «Tarsia» ne è in genere sinonimo, ma per i lavori in legno si dice soprattutto intarsio.
L'intaglio fa l'opposto. Il vocabolario Treccani lo definisce un lavoro che consiste nel «togliere, con opportuni strumenti, materia al legno». L'intarsio accosta pezzi, l'intaglio scolpisce e porta via. Lo stesso mobile può avere entrambi: una cornice intagliata e un piano intarsiato.
L'impiallacciatura è un'altra cosa ancora: il rivestimento di un legno di scarso valore, o di brutto aspetto, con un sottile foglio di legno pregiato. Sotto c'è un supporto più economico, a vista per esempio il noce o la radica di noce. Intarsio e impiallacciatura possono convivere sulla stessa superficie e soffrono di danni simili: per questo ne parliamo nella stessa pagina.
Quali danni hanno di solito intarsi e impiallacciature?
I problemi tipici sono pochi, e spesso arrivano insieme:
- sollevamenti e bolle: la colla sotto perde presa e il foglio si stacca dal supporto, a volte gonfiandosi;
- distacchi e lacune: tasselli o pezzi di foglio persi del tutto;
- fessure: il supporto si muove o si crepa, e il foglio sopra si spacca;
- finitura consumata o sporca, che spegne i colori dei legni;
- tarli nel supporto, che indeboliscono il legno sotto il foglio.
Spesso la causa è l'ambiente. Il legno assorbe e cede umidità, si gonfia e si ritira, e il foglio sottile incollato sopra lo segue male; un termosifone vicino o un muro umido possono peggiorare le cose. Un sollevamento lasciato com'è, poi, può impigliarsi e rompersi, e diventare una lacuna.
Due cose da fare subito. Conserva in una busta ogni pezzo che si stacca, segnando da dove viene. E non infilare sotto il foglio colle qualsiasi: un tassello originale salvato torna al suo posto, uno incollato male va prima ripulito.
Come si ripara un'impiallacciatura sollevata?
Il principio è far tornare il foglio a contatto con il supporto, senza aggiungere spessore e senza toccare più del necessario. In pratica:
- Pulizia della sede. L'ebanista toglie, quanto basta, la colla vecchia e la polvere fra il foglio e il supporto.
- Colla nuova. Di preferenza colla animale, quella tradizionale dell'ebanisteria: si usa a caldo, fa presa mentre si raffredda e resta reversibile, cioè in un restauro futuro il pezzo si può staccare di nuovo.
- Pressione. Il foglio si tiene in pressione con morsetti o pesi, adattati alla forma del pezzo, finché la colla ha fatto presa.
- Frammenti e lacune. Se il foglio è rotto si accostano i frammenti; dove manca, si integra.
- Ritocco. Si rifinisce solo la zona restaurata, raccordandola alla finitura che c'è.
Molte colle moderne, a differenza di quelle animali, non sono reversibili: su un mobile antico rendono più difficile ogni intervento successivo. Per questo nel preventivo che controlliamo c'è scritto quale colla si usa.
Come si ricostruiscono le parti mancanti di un intarsio?
Quando manca un tassello, l'ebanista ne prepara uno nuovo con un legno compatibile per essenza, colore e venatura, lo sagoma sulla forma della lacuna e lo inserisce. «Essenza», nei preventivi, vuol dire semplicemente la specie di legno.
Il pezzo nuovo deve accordarsi con il disegno senza fingere di essere antico: a un esame attento deve restare riconoscibile, come chiedono i criteri del restauro. Le parti in metallo o in madreperla si integrano con la stessa logica, con materiali adatti. Se manca un tratto grande del disegno, prima si ricostruisce il disegno da quello che resta, e lo si concorda con te.
Prima di rifare, però, si salva quello che c'è. Un tassello staccato ma conservato torna al suo posto e resta originale; ricostruirlo di solito costa di più e aggiunge al mobile materiale nuovo.
Si possono fare intarsi nuovi su misura?
Sì. Oltre al restauro, all'ebanista partner si possono commissionare intarsi nuovi: un decoro su un piano, un tavolo intarsiato, un pannello per una boiserie in legno, il ripristino di un disegno perso su un mobile di famiglia. Si parte da un disegno, si scelgono le essenze e la finitura, e si decide con te dove e come andrà usato il pezzo: un piano da pranzo e un pannello decorativo non chiedono la stessa protezione.
Il preventivo di un intarsio nuovo dipende dalla superficie, dal numero dei pezzi del disegno e dalle essenze scelte.
Quanto costa restaurare un intarsio o un'impiallacciatura?
Prezzi pubblici affidabili per questo lavoro non ne abbiamo trovati, e non ne inventiamo. È un lavoro che si paga a preventivo, spesso calcolato sulle ore. Lo fanno salire o scendere:
- la superficie da trattare e il numero dei punti sollevati;
- quante lacune ci sono e quanti tasselli vanno rifatti;
- le essenze, i metalli o la madreperla da integrare;
- la forma del pezzo: piani, superfici curve, cassetti, bordi;
- lo stato della finitura sopra l'intarsio, da ritoccare in un punto o da rifare su tutto il piano;
- l'eventuale trattamento contro i tarli del supporto.
Per una prima valutazione a distanza servono foto nitide, fatte con una luce che arrivi di lato e con un metro accanto al danno: la luce radente fa vedere bene i sollevamenti. Se serve vedere il mobile, te lo diciamo prima.
Cosa cambia se il mobile intarsiato è tutelato?
Se il mobile è un bene culturale tutelato, ogni lavoro va autorizzato prima dal soprintendente (art. 21, comma 4, D.Lgs. 42/2004), e gli interventi di manutenzione e restauro sui beni culturali mobili sono riservati ai restauratori di beni culturali (art. 29, comma 6). Non è la stessa figura dell'ebanista o del restauratore artigiano. Capire se il mobile è tutelato richiede una verifica sul singolo bene: se lo è, lo diciamo prima, e il lavoro va affidato a un restauratore di beni culturali.
Come lavoriamo
Su un intarsio il rischio è un restauro che salva l'aspetto e perde l'originale: tasselli rifatti dove si potevano rincollare, colle difficili da togliere domani, una lucidatura nuova su tutto il piano per nascondere un ritocco. Nel preventivo scritto c'è cosa si conserva, cosa si rifà e con quali materiali; alla consegna controlliamo che sia andata così.
- Foto. Ci mandi foto d'insieme e ravvicinate del danno, le misure e la zona di Roma: per un singolo mobile la prima valutazione si fa dalle foto.
- Preventivo scritto con l'ebanista partner. Lavorazioni, materiali, costi e chi fa cosa: lo leggi prima di decidere.
- Verifica della tutela, se il mobile può essere un bene culturale.
- Lavoro, eseguito dall'ebanista o dal restauratore partner.
- Controllo e consegna, confrontando il lavoro con il preventivo.
Se il mobile ha bisogno anche d'altro, come la lucidatura a gommalacca o un restauro completo, lo mettiamo nello stesso preventivo. Se prima vuoi sapere quanto vale, c'è la valutazione dei mobili antichi. Le altre lavorazioni sono nella pagina falegnameria e restauro del legno a Roma.
Mandaci qui le foto del danno, meglio a luce radente e con un metro accanto.
