Una pergola in legno aperta sopra e su tre lati, di limitate dimensioni e non stabilmente infissa al suolo è edilizia libera: il Glossario nazionale la chiama «pergolato». Se sopra metti un telo retrattile o lamelle orientabili e la appoggi alla casa, diventa una pergotenda, anch'essa libera finché non crea uno spazio stabilmente chiuso. Se invece la copri con tavole, tegole o pannelli fissi, di norma diventa una tettoia: a Roma serve allora una SCIA, e oltre certi limiti il titolo della nuova costruzione. Condominio, vincoli e distanze dal vicino valgono in tutti e tre i casi, ed è su questi che conviene una verifica prima di montarla.
Pergola, pergotenda o tettoia: la differenza che decide tutto
Ogni parola porta a un regime diverso. La circolare con cui Roma Capitale indica ai propri uffici quale titolo serve per ogni intervento (31 dicembre 2025) le definisce così:
- pergolato o pergola: «struttura realizzata al fine di adornare e ombreggiare giardini o terrazze o cortili», «di norma aperta su tre lati e nella parte superiore»;
- pergotenda: struttura di arredo «installata su pareti esterne dell'unità immobiliare di cui è ad esclusivo servizio», «coperta da telo retrattile, priva di opere murarie e di pareti chiuse»;
- tettoia: «elemento edilizio di copertura di uno spazio aperto, sostenuto da una struttura discontinua, adibito ad usi accessori oppure alla fruizione protetta di spazi pertinenziali», definizione che viene dal Regolamento edilizio tipo nazionale.
In pratica la domanda è una: cosa c'è sopra? Niente, o le piante rampicanti: è un pergolato. Un telo che si avvolge o lamelle che si aprono: è una pergotenda, se è fissata alla casa. Una copertura che resta lì con il sole e con la pioggia: di norma è una tettoia, anche se la struttura è identica e il venditore la chiama pergola. Teli fissati con le graffe, cannicciati e lamelle bloccate stanno a metà strada e si valutano sul caso concreto.
Quando la pergola in legno è edilizia libera
Le strade sono due.
La prima è il pergolato. Il Glossario dell'edilizia libera (DM 2 marzo 2018), alla voce 46, elenca il «pergolato, di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo» fra gli elementi di arredo delle aree di pertinenza, cioè le opere della lettera e-quinquies dell'articolo 6, comma 1, del DPR 380/2001. Le condizioni sono quelle scritte nella voce, più quella che viene dalla definizione: dimensioni limitate, nessun ancoraggio stabile al suolo, struttura aperta.
La seconda è la pergotenda. La lettera b-ter dello stesso articolo mette in edilizia libera le opere «la cui struttura principale sia costituita da tende», comprese le «tende a pergola, anche bioclimatiche, con telo retrattile», oppure quelle con «elementi di protezione solare mobili o regolabili». Il limite è uno solo: non devono creare «uno spazio stabilmente chiuso». La circolare di Roma mette fra le opere libere «tende, tende a pergola, pergotende, coperture leggere di arredo».
Libera vuol dire senza titolo edilizio. Restano le norme del Piano regolatore, il regolamento edilizio, i vincoli e il condominio: il quadro generale è nella pagina sull'edilizia libera.
Pergola addossata al muro di casa: serve il permesso?
«Addossata» non cambia la natura della pergola. La definizione di pergolato parla di una struttura «di norma aperta su tre lati»: il quarto lato può essere proprio il muro di casa. La pergotenda, per la circolare, è anzi per definizione installata sulle pareti esterne dell'unità che serve. A decidere resta la copertura: una pergola addossata con tavolato o tegole sopra di norma è una tettoia addossata.
In condominio il muro a cui la appoggi è spesso la facciata, che è una parte comune (art. 1117 del codice civile). Fissarci travi e staffe tocca il decoro dell'edificio e va comunicato prima all'amministratore, come chiede l'articolo 1122 del codice civile: ne parliamo più sotto.
Pergola bioclimatica e pergotenda: quando sono libere?
Le lamelle orientabili rientrano nella lettera b-ter, che cita le tende a pergola «anche bioclimatiche» e gli «elementi di protezione solare mobili o regolabili». Due condizioni pesano più delle altre. La prima è il legame con la casa: la pergotenda della circolare di Roma sta sulle pareti esterne dell'unità di cui è al servizio, e una struttura a lamelle staccata dalla casa, in mezzo al giardino, va valutata a parte. La seconda è lo spazio chiuso: quando le lamelle si chiudono e sui lati arrivano teli fissi o vetrate, il limite dello «spazio stabilmente chiuso» si avvicina in fretta.
Il caso più delicato è l'angolo di terrazzo già chiuso da muri su due o tre lati. Una pergotenda lì sopra, con le vetrate sul lato rimasto aperto, rischia di essere una veranda di fatto, e le stanze che si affacciano in quell'angolo possono perdere aria e luce dirette. Se l'obiettivo è chiudere lo spazio per guadagnare calore d'inverno, la strada è un'altra: vedi la pagina sulla serra bioclimatica.
Copertura fissa: quando la pergola diventa una tettoia
Una pergola in legno con copertura fissa non è né un pergolato né una pergotenda. Di norma la inquadriamo come tettoia, perché risponde alla definizione: una copertura di uno spazio aperto, su una struttura discontinua. La circolare di Roma porta le tettoie accessorie alla SCIA quando stanno su un immobile non tutelato ed entro la dimensione fissata dalle NTA del Piano regolatore o, se le NTA tacciono, entro il 20% del volume costruito dell'unità di cui sono pertinenza (sezione 5.4.3, voce 7). Oltre questi limiti è nuova costruzione. La pratica è quella della SCIA edilizia.
Il confine è conteso, e le liti arrivano fino al Consiglio di Stato. In un caso deciso nel 2025 (sezione VI, sentenza n. 2603) il TAR aveva ritenuto la copertura in legno di un «pergolato» su un terrazzo soggetta a permesso di costruire «alla stregua di una tettoia»; il Consiglio di Stato ha poi annullato l'ordine di demolizione limitatamente a quella copertura. Le ragioni stanno nella motivazione di quel caso e non fanno una regola: montare una copertura fissa contando su quella sentenza è un rischio.
Quanto può essere grande e a che distanza dal confine
Il Glossario parla di «limitate dimensioni» senza numeri, e la circolare di Roma non ne aggiunge. Per le tettoie il limite viene dalle NTA della zona o, in mancanza, dal 20% del volume. Una misura valida per tutta Roma non esiste, e quelle che si leggono in rete non vengono dalle norme nazionali.
Nel Lazio un numero c'è, ma risponde a un'altra domanda. Il regolamento regionale sul rischio sismico (26 ottobre 2020, n. 26) mette fra gli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità i «pergolati con struttura in legno o acciaio, aventi superficie inferiore od uguale a 20 metri quadrati» (art. 8, lett. y): per questi non serve l'autorizzazione sismica. Non è una soglia dell'edilizia libera. Una pergola di 15 metri quadri con la copertura fissa resta, di norma, una tettoia, con la sua pratica.
Per le distanze vale l'articolo 873 del codice civile: le costruzioni su fondi vicini, se non sono unite o aderenti, devono stare ad almeno tre metri l'una dall'altra, e i regolamenti locali possono chiedere di più. Se una pergola sia una «costruzione» ai fini di questa regola dipende da com'è fatta. Un graticcio leggero e aperto e una pergola coperta e ancorata non sono la stessa cosa, e la giurisprudenza lo decide caso per caso. Se il vicino ha finestre che danno sul punto scelto, conta anche l'articolo 907 sulle vedute, con i suoi tre metri.
Pergola sul terrazzo o nel giardino del condominio
Il terrazzo di proprietà resta tuo, ma la pergola si vede dalla strada e dai vicini. L'articolo 1122 del codice civile vieta al condomino le opere che rechino danno alle parti comuni o pregiudizio «alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell'edificio», e chiede di darne notizia prima all'amministratore, che ne riferisce all'assemblea. Il regolamento di condominio può avere regole proprie su forme, colori e materiali delle strutture esterne.
Sul terrazzo contano anche fissaggi e vento. Una pergola, e ancora di più una pergotenda con il telo aperto, deve reggere le raffiche senza bucare l'impermeabilizzazione del solaio, che spesso è il soffitto dell'appartamento di sotto. Nel giardino condominiale, che è una parte comune, una pergola a tuo uso va concordata con il condominio.
Vincoli e Carta per la qualità
- Vincolo paesaggistico. Il DPR 31/2017 elenca nell'Allegato A le opere escluse dall'autorizzazione paesaggistica; per le altre la risposta dipende da misure e caratteristiche. Vedi la pagina sull'autorizzazione paesaggistica a Roma.
- Beni culturali. Su un immobile tutelato come bene culturale, opere e lavori di qualunque genere richiedono l'autorizzazione del soprintendente (art. 21, comma 4, del D.Lgs. 42/2004).
- Carta per la qualità. Per gli edifici censiti e non tutelati per legge può servire il parere della Sovrintendenza Capitolina previsto dall'art. 16 delle NTA del Piano regolatore.
- Legge regionale del Lazio 12/2025. Non parla di pergole. Interviene su tettoie, porticati e chioschi da giardino in area vincolata, ma per come la leggiamo riguarda chi rilascia l'autorizzazione paesaggistica, non se serve.
Quando serve cosa: tabella di sintesi
| Cosa vuoi fare | Di norma, a Roma | Riferimento |
|---|---|---|
| Pergolato aperto sopra e su tre lati, di limitate dimensioni, non stabilmente infisso al suolo | Edilizia libera | Glossario, voce 46; art. 6, c. 1, lett. e-quinquies DPR 380/2001 |
| Pergotenda sulla parete di casa, con telo retrattile o lamelle orientabili | Edilizia libera, se non crea uno spazio stabilmente chiuso | art. 6, c. 1, lett. b-ter DPR 380/2001 |
| Pergola con copertura fissa su un immobile non tutelato | Tettoia: SCIA entro le NTA o il 20% del volume dell'unità | circolare di Roma, 5.4.3 voce 7 |
| Tettoia oltre quei limiti | Nuova costruzione | circolare di Roma |
| Pergola chiusa sui lati con teli fissi o vetrate | Esce dall'edilizia libera delle pergole: si valuta come veranda | art. 6, c. 1, lett. b-ter |
| Area vincolata, bene tutelato o Carta per la qualità | Atti in più prima di montarla | DPR 31/2017; art. 21, c. 4 D.Lgs. 42/2004; art. 16 NTA |
| Terrazzo o facciata in condominio | Avviso all'amministratore, regolamento, decoro | art. 1122 c.c. |
Il legno all'aperto: come farlo durare
Una pergola lavora sotto sole e pioggia tutto l'anno. Tre punti decidono quanto dura:
- i piedi dei montanti: il legno in verticale va chiuso nella parte bassa e tenuto lontano dall'acqua che ristagna, perché l'umidità non risalga;
- le testate delle travi: i tagli assorbono più acqua del resto e vanno protetti in modo particolare;
- il trattamento: per strutture come tettoie e balconi le schede tecniche che abbiamo letto indicano impregnanti pigmentati a basso spessore, che non sfogliano e sul legno già trattato si rinnovano senza sverniciare. La versione incolore, da sola, all'esterno non basta.
Prodotti, preparazione e tempi di manutenzione sono nella guida al trattamento del legno da esterno. Se il legno di una pergola esistente è già marcio alla base, non è più una questione di vernice: la parte rovinata va sostituita da un falegname.
Errori che trasformano una pergola in un problema
- Coprirla «per l'inverno» con pannelli fissi. Con una copertura che resta, la pergola di norma diventa una tettoia.
- Chiudere i lati un pezzo alla volta. Prima un telo fisso, poi una vetrata: il limite è lo «spazio stabilmente chiuso».
- Fidarsi del nome sul catalogo. Conta come è fatta, non come si chiama: copertura, lati e fissaggio.
- Gettare plinti in calcestruzzo senza pensarci. Il pergolato del Glossario è «non stabilmente infisso al suolo»: come fissarlo va deciso prima.
- Dimenticare condominio e vincoli. Valgono anche per le opere libere.
- Montare prima e chiedere dopo. Se la pergola richiedeva una pratica, dopo si può provare a regolarizzarla, quando le norme lo permettono, oppure va smontata: vedi come sanare tettoie e verande a Roma.
Quando conviene chiamarci
Prima di ordinare la pergola, quando cambiare copertura o posizione non costa niente. Mandaci due foto del terrazzo o del giardino, le misure e la scheda del modello, e dicci cosa vuoi sopra: niente, un telo, lamelle o una copertura fissa. Controlliamo vincoli, norme della zona, distanze e regolamento di condominio, e ti diciamo se basta l'edilizia libera o quale pratica serve; se serve, la prepariamo e la seguiamo. Se la pergola la vuoi su misura, la realizza un falegname partner: nel preventivo scritto trovi lavorazioni, materiali, costi e chi fa cosa, e lo leggi prima di decidere. Chiedi la verifica qui.
Per una casetta o un ripostiglio in giardino c'è la guida sulla casetta in legno; gli altri lavori sul legno sono nella sezione Falegnameria e restauro del legno.
