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Salva Casa Decreto 2024: Quali Abusi Sanare? Guida Completa

Il Decreto Salva Casa 2024 rappresenta una delle normative più significative introdotte recentemente per semplificare la regolarizzazione degli abusi edilizi e delle difformità nelle abitazioni. Questo decreto mira a risolvere problematiche legate alle irregolarità edilizie minori, offrendo una via più semplice e meno onerosa per sanare le proprie case.

Cos’è il Salva Casa Decreto 2024

Il Salva Casa Decreto 2024 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri con l’obiettivo di snellire le procedure di sanatoria per le irregolarità edilizie minori. Promosso dal Ministro Salvini, questo decreto introduce modifiche alle normative esistenti per facilitare la regolarizzazione degli abusi edilizi di lieve entità e migliorare la gestione urbanistica delle città italiane.

Abusi Sanabili con il Salva Casa Decreto

Difformità Formali

Le difformità formali sono piccole variazioni rispetto ai progetti edilizi originali che non compromettono la sicurezza strutturale degli edifici. Queste possono includere:

  • Modifiche nella disposizione delle finestre: Ad esempio, se una finestra è stata spostata leggermente rispetto al progetto originale.
  • Errori di misura nei cornicioni: Come un cornicione che risulta più lungo o più corto di quanto previsto nel progetto.

Queste difformità sono considerate minori perché non alterano significativamente l’integrità strutturale dell’edificio. Tuttavia, possono richiedere una sanatoria per essere regolarizzate. Il Salva Casa Decreto 2024 offre un percorso semplificato per sanare queste irregolarità, riducendo la burocrazia e i costi associati.

Tipo di DifformitàDescrizione
Disposizione finestreSpostamento o variazione nell’ubicazione delle finestre
Misura cornicioniErrori di dimensionamento nei cornicioni rispetto al progetto originale

Difformità Interne

Le difformità interne comprendono cambiamenti all’interno dell’abitazione che non richiedono nuove autorizzazioni edilizie. Questi interventi possono includere:

  • Modifica di tramezzi: Spostamento o rimozione di pareti interne non portanti.
  • Soppalchi: Aggiunta di soppalchi all’interno di stanze.
  • Aggiunta di vani interni: Creazione di nuove stanze o spazi all’interno dell’abitazione.

Queste modifiche sono generalmente realizzate per migliorare la funzionalità degli spazi interni e possono essere sanate se realizzate prima del 24 maggio 2024. Il Salva Casa Decreto 2024 semplifica la procedura di regolarizzazione di queste difformità interne, rendendo più facile per i proprietari ottenere la conformità edilizia.

Tipo di DifformitàDescrizione
Modifica tramezziSpostamento o rimozione di pareti interne non strutturali
SoppalchiAggiunta di soppalchi all’interno di stanze
Aggiunta vaniCreazione di nuovi spazi interni

Difformità Gravi

Le difformità gravi sono abusi edilizi che, pur essendo conformi alle norme al momento della realizzazione, non rispettano più le regole attuali. Questi possono includere:

  • Costruzioni senza permesso: Edifici o estensioni costruiti senza le necessarie autorizzazioni.
  • Modifiche strutturali significative: Interventi che alterano la struttura portante dell’edificio.

Il Salva Casa Decreto 2024 facilita la regolarizzazione di queste difformità gravi eliminando il requisito della doppia conformità, che richiedeva che l’intervento fosse conforme sia al momento della realizzazione che al momento della richiesta di sanatoria. Questo cambiamento rende possibile sanare situazioni che altrimenti sarebbero rimaste irregolari.

Tipo di DifformitàDescrizione
Costruzioni senza permessoEdifici o estensioni realizzati senza autorizzazioni
Modifiche strutturaliInterventi che alterano la struttura portante dell’edificio
Salva Casa Decreto 2024: Quali Abusi Sanare? Guida Completa
Salva Casa Decreto 2024: Quali Abusi Sanare? Guida Completa

Procedura di Sanatoria

Documentazione Necessaria

Per avviare una pratica sanatoria edilizia, è necessario presentare una serie di documenti. Questi includono:

  • Titolo autorizzativo dell’ultimo intervento: È fondamentale fornire il documento che autorizzava l’ultimo intervento eseguito sull’immobile, anche se si tratta di una sanatoria precedente.
  • Relazione tecnica: Un tecnico abilitato deve redigere una relazione tecnica dettagliata che descriva l’intervento effettuato e ne certifichi la conformità alle normative vigenti.
  • Dichiarazione di conformità edilizia: Questo documento attesta che le opere realizzate sono conformi alle normative edilizie e urbanistiche attuali.
  • Altri documenti: Potrebbero essere richiesti ulteriori documenti specifici a seconda delle caratteristiche dell’immobile e delle normative locali, come planimetrie aggiornate, certificazioni energetiche, e fotografie delle modifiche effettuate.

Ecco una tabella riepilogativa dei documenti necessari:

Documenti NecessariDescrizione
Titolo autorizzativoAutorizzazione dell’ultimo intervento
Relazione tecnicaDescrizione e certificazione dell’intervento
Dichiarazione di conformità ediliziaAttestazione di conformità alle normative
Altri documentiPlanimetrie, certificazioni, fotografie

Costi della Sanatoria

Il costo per ottenere la sanatoria è calcolato in base all’aumento del valore venale dell’immobile a seguito degli interventi. Le sanzioni variano da un minimo di 1.032 euro a un massimo di 30.984 euro.

Dettagli sui Costi

  • Sanzione base: La sanzione minima è di 1.032 euro. Questa si applica generalmente agli interventi di minore entità e con un basso impatto sul valore dell’immobile.
  • Sanzione massima: La sanzione può arrivare fino a 30.984 euro per interventi che comportano un significativo aumento del valore dell’immobile.
  • Calcolo della sanzione: La sanzione è pari al doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione degli interventi. Per esempio, se l’intervento aumenta il valore dell’immobile di 10.000 euro, la sanzione sarà di 20.000 euro.

Ecco una tabella riassuntiva dei costi:

InterventoAumento valore immobileSanzione applicata
Minore entità+1.000 euro1.032 euro
Maggiore entità+15.000 euro30.984 euro

Tempi per Ottenere la Sanatoria

Il responsabile dell’ufficio comunale deve pronunciarsi entro 45 giorni dalla presentazione della domanda di sanatoria. In assenza di risposta, si applica il principio del silenzio-assenso.

Procedura Dettagliata

  1. Presentazione della domanda: La domanda di sanatoria, corredata di tutta la documentazione necessaria, deve essere presentata presso l’ufficio comunale competente.
  2. Valutazione della domanda: L’ufficio comunale esamina la domanda e verifica la conformità delle opere realizzate alle normative vigenti.
  3. Decisione: Entro 45 giorni, il responsabile dell’ufficio deve pronunciarsi sulla domanda. Se la domanda è accettata, viene rilasciato il permesso in sanatoria. Se la domanda è respinta, viene comunicato il motivo del rifiuto.
  4. Silenzio-assenso: Se l’ufficio comunale non si pronuncia entro 45 giorni, la domanda si considera accolta automaticamente.

Ecco una tabella riassuntiva dei tempi:

Fase della ProceduraTempo massimo
Presentazione domanda1 giorno
Valutazione domanda45 giorni
Pronuncia o silenzio-assenso45 giorni

Impatti del Decreto su Vincoli Paesaggistici

Per gli immobili soggetti a vincolo paesaggistico, le procedure di sanatoria possono richiedere fino a 180 giorni aggiuntivi per ottenere tutte le necessarie autorizzazioni. Tuttavia, il decreto introduce alcune semplificazioni anche in questo ambito, rendendo più agevole la regolarizzazione​​.

Modifiche alla Casa e Loro Regolarizzazione

Il Salva Casa Decreto 2024 prevede la sanatoria per diverse tipologie di modifiche alle abitazioni, incluse quelle riguardanti tende da sole, verande e altre strutture temporanee. Inoltre, il decreto facilita il cambio di destinazione d’uso all’interno delle stesse categorie funzionali​​.

Il Decreto Salva Casa nel Comune di Roma

Nel comune di Roma, il Salva Casa Decreto 2024 avrà un impatto significativo. La Capitale, caratterizzata da un elevato numero di abusi edilizi storici, potrà beneficiare delle semplificazioni introdotte dal decreto per regolarizzare molte situazioni pendenti. In particolare, le procedure saranno snellite per le aree soggette a vincolo paesaggistico, molto presenti nel territorio romano. Le autorità comunali hanno già predisposto un piano di azione per gestire le nuove domande di sanatoria in modo efficiente e trasparente​​​​.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO DECRETO SALVA CASA:

Art. 1 – Modifiche al Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 – Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. all’articolo 6, comma 1:
  1. la lettera b-bis), primo periodo, dopo le parole “o di logge” sono aggiunte le seguenti: “o di porticati”;
  2. dopo la lettera b-bis) è inserita la seguente:

b-ter) le opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici la cui struttura principale sia costituita da tende, tende da sole, tende da esterno, tende a pergola con telo retrattile anche impermeabile, tende a pergola con elementi di protezione solare mobili o regolabili, e che sia addossata o annessa agli immobili o alle unità immobiliari, anche con strutture fisse necessarie al sostegno e all’estensione dell’opera. In ogni caso, le opere di cui alla presente lettera non possono determinare la creazione di uno spazio stabilmente chiuso, con conseguente variazione di volumi e di superfici, devono avere caratteristiche tecnico-costruttive e profilo estetico tali da ridurre al minimo l’impatto visivo e l’ingombro apparente e devono armonizzarsi alle preesistenti linee architettoniche;”;

  1. all’articolo 9-bis, comma 1-bis:
  1. al primo periodo, la parola “e”, collocata tra le parole “la stessa” e “da quello”, è sostituita dalla seguente: “o” e le parole: “l’intero immobile o unità immobiliare” sono sostituite dalle seguenti: “l’intero immobile o l’intera unità immobiliare, rilasciato all’esito di un procedimento idoneo a verificare l’esistenza del titolo abilitativo che ne ha previsto la costruzione o che ne ha legittimato la stessa”;
  2. dopo il primo periodo è inserito il seguente: “Sono ricompresi tra i titoli di cui al primo periodo i titoli rilasciati o formati in applicazione delle previsioni di cui agli articoli 36, 36-bis e 38, previo pagamento delle relative sanzioni o oblazioni. Alla determinazione dello stato legittimo dell’immobile o dell’unità immobiliare concorre altresì il pagamento delle sanzioni previste dagli articoli 33, 34, 37, commi 1, 3, 4, 5 e 6, e 38, e la dichiarazione di cui all’articolo 34-bis.”;
  3. al comma 1-bis, terzo periodo, le parole: “al secondo periodo” sono sostituite dalle seguenti: “al quarto periodo”.
  1. l’articolo 23-ter sono apportate le seguenti modificazioni:
  1. dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:

1-bis. Il mutamento della destinazione d’uso della singola unità immobiliare senza opere all’interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito, nel rispetto delle normative di settore, ferma restando la possibilità per gli strumenti urbanistici comunali di fissare specifiche condizioni.

1-ter. Sono altresì sempre ammessi il mutamento di destinazione d’uso senza opere tra le categorie funzionali di cui al comma 1, lettere a), a-bis), b) e c) di una singola unità immobiliare ubicata in immobili ricompresi nelle zone A), B) e C) di cui all’articolo 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, nel rispetto delle condizioni di cui al comma 1-quater e delle normative di settore e ferma restando la possibilità per gli strumenti urbanistici comunali di fissare specifiche condizioni.

1-quater. Per le singole unità immobiliari, il mutamento di destinazione d’uso di cui al comma 1-ter è sempre consentito, ferma restando la possibilità per gli strumenti urbanistici comunali di fissare specifiche condizioni, qualora il mutamento sia finalizzato alla forma di utilizzo dell’unità immobiliare conforme a quella prevalente nelle altre unità immobiliari presenti nell’immobile. Il mutamento non è assoggettato all’obbligo di reperimento di ulteriori aree per servizi di interesse generale previsto dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444 e dalle disposizioni di legge regionale, né al vincolo della dotazione minima obbligatoria dei parcheggi previsto dalla legge 17 agosto 1942, n. 1150. Per le unità immobiliari poste al primo piano fuori terra il passaggio alla destinazione residenziale è ammesso nei soli casi espressamente previsti dal piano urbanistico e dal regolamento edilizio.

1-quinquies. Ai fini di cui ai commi 1-bis e 1-ter, il mutamento di destinazione d’uso è soggetto alla segnalazione certificata di inizio attività di cui all’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, ferme restando le leggi regionali più favorevoli. Restano ferme le disposizioni del presente testo unico nel caso in cui siano previste opere edilizie.”

  1. al comma 3, terzo periodo, dopo le parole: “il mutamento della destinazione d’uso” sono aggiunte le seguenti: “di un intero immobile”;
  1. all’articolo 31, comma 5:
  1. al primo periodo, dopo le parole: “interessi urbanistici,” sono inserite le seguenti: “culturali, paesaggistici,”; e, dopo le parole “dell’assetto idrogeologico”, sono inserite le seguenti: “previo parere delle amministrazioni competenti ai sensi dell’articolo 17-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241”;
  2. è aggiunto il seguente periodo:

Nei casi in cui l’opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici, culturali, paesaggistici, ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico, il Comune, previo parere delle amministrazioni competenti ai sensi dell’articolo 17-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, può, altresì, provvedere all’alienazione del bene e dell’area di sedime determinata ai sensi del comma 3, nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 12, comma 2 della legge 15 maggio 1997, n. 127, condizionando sospensivamente il contratto alla effettiva rimozione da parte dell’acquirente delle opere abusive. È preclusa la partecipazione del responsabile dell’abuso alla procedura di alienazione. Il valore venale dell’immobile è determinato dall’agenzia del territorio tenendo conto dei costi per la rimozione delle opere abusive.”;

  1. all’articolo 34-bis:
  1. dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:

“1-bis. Per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024, il mancato rispetto dell’altezza, dei distacchi, della cubatura, della superficie coperta e di ogni altro parametro delle singole unità immobiliari non costituisce violazione edilizia se contenuto entro i limiti:

a) del 2 per cento delle misure previste dal titolo abilitativo per le unità immobiliari con superficie utile superiore ai 500 metri quadrati;

b) del 3 per cento delle misure previste nel titolo abilitativo per le unità immobiliari con superficie utile compresa tra i 300 e i 500 metri quadrati;

c) del 4 per cento delle misure previste nel titolo abilitativo per le unità immobiliari con superficie utile compresa tra i 100 e i 300 metri quadrati;

d) del 5 per cento delle misure previste nel titolo abilitativo per le unità immobiliari con superficie utile inferiore ai 100 metri quadrati.

1-ter. Ai fini del computo della superficie utile di cui al comma 1-bis, si tiene conto della sola superficie assentita con il titolo edilizio che ha abilitato la realizzazione dell’intervento, al netto di eventuali frazionamenti dell’immobile o dell’unità immobiliare eseguiti nel corso del tempo.”;

2) dopo il comma 2, è inserito il seguente:

2-bis. Per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024, costituiscono inoltre tolleranze esecutive ai sensi e nel rispetto delle condizioni di cui al comma 2 il minore dimensionamento dell’edificio, la mancata realizzazione di elementi architettonici non strutturali, le irregolarità esecutive di muri esterni ed interni e la difforme ubicazione delle aperture interne, la difforme esecuzione di opere rientranti nella nozione di manutenzione ordinaria, gli errori progettuali corretti in cantiere e gli errori materiali di rappresentazione progettuale delle opere.”;

3) al comma 3 le parole “ai commi 1 e 2” sono sostituite dalle seguenti: “al presente articolo”;

4) dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:

3-bis. Per le unità immobiliari ubicate nelle zone sismiche di cui all’articolo 83, ad eccezione di quelle a bassa sismicità all’uopo indicate nei decreti di cui all’articolo 83, il tecnico attesta altresì che gli interventi di cui al presente articolo rispettino le prescrizioni di cui alla sezione I del Capo IV della Parte II. Tale attestazione, corredata dalla documentazione tecnica sull’intervento predisposta sulla base del contenuto minimo richiesto dall’articolo 93, comma 3, è trasmessa allo sportello unico per l’acquisizione dell’autorizzazione dell’ufficio tecnico regionale secondo le disposizioni di cui all’articolo 94, ovvero per l’esercizio delle modalità di controllo previsto dalle regioni ai sensi dell’art. 94-bis, comma 5, per le difformità che costituiscano interventi di minore rilevanza o privi di rilevanza di cui comma alle lettere b) e c) del comma 1 del medesimo articolo 94-bis. Il tecnico abilitato allega alla dichiarazione di cui al comma 3 l’autorizzazione di cui all’articolo 94, comma 2 o l’attestazione circa il decorso dei termini del procedimento rilasciata ai sensi dell’articolo 94, comma 2-bis ovvero, in caso di difformità che costituiscono interventi di minore rilevanza o privi di rilevanza, una dichiarazione asseverata circa il decorso del termine del procedimento per i controlli regionali in assenza di richieste di integrazione documentale o istruttorie inevase e di esito negativo dei controlli stessi.

3-ter. L’applicazione delle disposizioni contenute nel presente articolo non può comportare limitazione dei diritti dei terzi. Il tecnico abilitato verifica la sussistenza di possibili limitazioni dei diritti dei terzi e provvede alle attività necessarie per eliminare tali limitazioni, presentando, ove necessario, i relativi titoli. In caso di dichiarazione falsa o mendace si applicano le sanzioni penali, comprese quelle previste dal capo VI del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. La formazione dei titoli di cui al secondo periodo e la concreta esecuzione dei relativi interventi è condizione necessaria per la redazione della dichiarazione di cui al comma 3.”;

f) all’articolo 36:

1) la rubrica dell’articolo è sostituita dalla seguente: “(Accertamento di conformità nelle ipotesi di assenza di titolo, totale difformità o variazioni essenziali)

2) al comma 1, le parole: “in assenza di permesso di costruire, o in difformità da esso, ovvero in assenza di segnalazione certificata di inizio attività nelle ipotesi di cui all’articolo 23, comma 01, o in difformità da essa” sono sostituite dalle seguenti: “in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali nelle ipotesi di cui all’articolo 31, ovvero in assenza di segnalazione certificata di inizio attività nelle ipotesi di cui all’articolo 23, comma 01, o in totale difformità da essa o con variazioni essenziali” e le parole: “34, comma 1” sono soppresse;

3) al comma 2, è soppresso il secondo periodo;

g) dopo l’articolo 36 è inserito il seguente:

Art. 36-bis (L)
(Accertamento di conformità nelle ipotesi di parziali difformità)

1. In caso di interventi realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire o dalla segnalazione certificata di inizio attività nelle ipotesi di cui all’articolo 34 ovvero in assenza o in difformità dalla segnalazione certificata di inizio attività nelle ipotesi di cui all’articolo 37, fino alla scadenza dei termini di cui all’articolo 34, comma 1 e comunque fino all’irrogazione delle sanzioni amministrative, il responsabile dell’abuso, o l’attuale proprietario dell’immobile, possono ottenere il permesso di costruire e presentare la segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica vigente al momento della presentazione della domanda, nonché ai requisiti prescritti dalla disciplina edilizia vigente al momento della realizzazione.

2. Il permesso presentato ai sensi del comma 1 può essere rilasciato dallo Sportello unico edilizia di cui all’articolo 5, comma 4-bis subordinatamente alla preventiva attuazione, entro il termine assegnato dallo Sportello unico, degli interventi di cui al secondo periodo. In sede di esame delle richieste di permesso in sanatoria lo Sportello unico edilizia può condizionare il rilascio del provvedimento alla realizzazione, da parte del richiedente, degli interventi edilizi, anche strutturali, necessari per assicurare l’osservanza della normativa tecnica di settore relativa ai requisiti di sicurezza, igiene, salubrità, efficienza energetica degli edifici e degli impianti negli stessi installati, al superamento delle barriere architettoniche e alla rimozione delle opere che non possono essere sanate ai sensi del presente articolo. Per le segnalazioni certificate di inizio attività presentate ai sensi del comma 1, lo Sportello unico edilizia individua tra gli interventi di cui al secondo periodo le misure da prescrivere ai sensi dell’articolo 19, comma 3, secondo, terzo e quarto periodo della legge 7 agosto 1990, n. 241, che costituiscono condizioni per la formazione del titolo.

3. La richiesta del permesso di costruire o la segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria sono accompagnate dalla dichiarazione del professionista abilitato che attesti le necessarie conformità. Per la conformità edilizia, la dichiarazione è resa con riferimento alle norme tecniche vigenti al momento della realizzazione dell’intervento. L’epoca di realizzazione dell’intervento è provata mediante la documentazione di cui all’articolo 9-bis, comma 1-bis, secondo e terzo periodo. Nei casi in cui sia impossibile accertare l’epoca di realizzazione dell’intervento mediante la documentazione indicata nel terzo periodo, il tecnico incaricato attesta la data di realizzazione con propria dichiarazione e sotto la sua responsabilità. In caso di dichiarazione falsa o mendace si applicano le sanzioni penali, comprese quelle previste dal capo VI del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

4. Qualora gli interventi di cui al comma 1 sono eseguiti su immobili soggetti a vincolo paesaggistico, il dirigente o il responsabile dell’ufficio richiede all’autorità preposta alla gestione del vincolo apposito parere vincolante in merito all’accertamento della compatibilità paesaggistica dell’intervento. L’autorità competente si pronuncia sulla domanda entro il termine perentorio di centottanta giorni, previo parere vincolante della soprintendenza da rendersi entro il termine perentorio di novanta giorni. Se i pareri non sono resi entro i termini di cui al secondo periodo, il dirigente o responsabile dell’ufficio provvede autonomamente.

5. Il rilascio del permesso e la segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria sono subordinati al pagamento di una sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione degli interventi, in misura compresa tra 1.032 euro e 30.984 euro. Nelle ipotesi di cui al comma 4, qualora venga accertata la compatibilità paesaggistica, si applica altresì una sanzione equivalente al maggiore importo tra il danno arrecato e il profitto conseguito mediante la trasgressione. L’importo della sanzione pecuniaria è determinato previa perizia di stima; in caso di rigetto della domanda si applica la sanzione demolitoria di cui all’art. 167, comma 1, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

6. Sulla richiesta di permesso in sanatoria il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale si pronuncia con provvedimento motivato entro quarantacinque giorni, decorsi i quali la richiesta si intende accolta. Alle segnalazioni di inizio attività presentate ai sensi del comma 1, si applica il termine di cui all’articolo 19, comma 6-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241. Nelle ipotesi di cui al comma 4, i termini di cui al primo e secondo periodo sono sospesi fino alla definizione del procedimento di compatibilità paesaggistica. Decorsi i termini di cui al primo, secondo e terzo periodo, eventuali successive determinazioni del competente ufficio comunale sono inefficaci. Il termine è interrotto qualora l’ufficio rappresenti esigenze istruttorie, motivate e formulate in modo puntuale nei termini stessi, e ricomincia a decorrere dalla ricezione degli elementi istruttori. In caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti per la sanatoria, il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale applica le sanzioni del presente testo unico.”;

h) all’articolo 37:

1) le parole “e accertamento in conformità” contenute nella rubrica sono soppresse;

2) il comma 4 è abrogato;

3) al comma 6, le parole: “articolo 36” sono sostituite dalle seguenti: “articolo 36-bis”.

2. Le entrate derivanti dall’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 31, comma 5, ultimo periodo e all’articolo 36-bis, comma 5, primo periodo, sono utilizzate, in misura pari ad un terzo, per la demolizione delle opere abusive presenti sul territorio comunale, fatta salva la ripetizione delle spese nei confronti del responsabile, e per la realizzazione di opere e di interventi di rigenerazione urbana, di riqualificazione di aree urbane degradate, di recupero e valorizzazione di immobili e spazi urbani dismessi o in via di dismissione e per iniziative economiche, sociali, culturali o di recupero ambientale.

Art. 2 – Strutture amovibili realizzate durante l’emergenza sanitaria da Covid-19

1. Fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica, di tutela dal rischio idrogeologico, nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, le strutture amovibili realizzate per finalità sanitarie, assistenziali, educative durante lo stato di emergenza nazionale dichiarato in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili Covid-19 e mantenute in esercizio alla data di entrata in vigore della presente disposizione possono rimanere installate in deroga al vincolo temporale di cui all’articolo 6, comma 1, lettera e-bis), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, in presenza di comprovate e obiettive esigenze idonee a dimostrarne la perdurante necessità.

2. Per le finalità di cui al comma 1, gli interessati presentano una comunicazione di inizio lavori asseverata ai sensi dell’articolo 6-bis del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. Resta ferma la facoltà per il Comune territorialmente competente di richiederne in qualsiasi momento la rimozione, con provvedimento motivato, nel caso in cui sia rilevata la non conformità dell’opera con le prescrizioni e i requisiti di cui al comma 1.

3. Nella comunicazione sono indicate le comprovate e obiettive esigenze di cui al comma 1 ed è altresì indicata l’epoca di realizzazione della struttura, con allegazione della documentazione di cui al comma 4.

4. Al fine di provare l’epoca di realizzazione dell’intervento il tecnico allega la documentazione di cui all’articolo 9-bis, comma 1-bis, secondo e terzo periodo del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. Nei casi in cui sia impossibile accertare l’epoca di realizzazione della struttura con la documentazione di cui all’articolo 9-bis, comma 1-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, il tecnico incaricato attesta la data di realizzazione con propria dichiarazione e sotto la sua responsabilità. In caso di dichiarazione falsa o mendace si applicano le sanzioni penali comprese quelle previste dal capo VI del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

4. L’applicazione delle disposizioni contenute nel presente articolo non può comportare limitazione dei diritti dei terzi.

Art. 3 – Disposizioni di coordinamento e entrata in vigore
  1. Gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024 di cui all’articolo 34-bis, comma 1-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, sono soggetti al regime di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31.
  2. Le disposizioni di cui all’articolo 34-bis, commi 1-bis, 2-bis e 3-bis, e 36-bis, ad eccezione del comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 si applicano, in quanto compatibili, anche all’attività edilizia delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Le predette amministrazioni possono dichiarare le tolleranze di cui all’articolo 34-bis, commi 1-bis e 2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 mediante il proprio personale deputato allo svolgimento di funzioni tecniche nel settore dell’edilizia. Per le finalità di cui al primo periodo, le amministrazioni pubbliche possono in ogni caso avvalersi del supporto e della collaborazione di altre amministrazioni pubbliche, ovvero di soggetti terzi.
  3. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Salva Casa Decreto
Salva Casa Decreto

FONTI NORMATIVE DECRETO SALVA CASA

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

Quali sono le principali novità del Salva Casa Decreto 2024?

Il decreto introduce importanti novità, come l’eliminazione del requisito della doppia conformità, l’ampliamento delle categorie di edilizia libera e la semplificazione delle procedure di sanatoria per difformità minori​.

Come posso sapere se il mio abuso edilizio è sanabile?

Per determinare se un abuso edilizio è sanabile, è necessario verificare se rientra nelle categorie di difformità indicate dal decreto. In generale, possono essere sanati abusi minori realizzati prima del 24 maggio 2024, come spostamenti di tramezzi e modifiche interne.

Quali sono i costi associati alla sanatoria?

I costi per ottenere la sanatoria variano in base all’aumento del valore dell’immobile causato dagli interventi. Le sanzioni possono andare da 1.032 euro a 30.984 euro, a seconda della gravità dell’abuso​.
Il Salva Casa Decreto 2024 rappresenta un’importante opportunità per regolarizzare le proprie abitazioni, migliorando così la sicurezza e il valore degli immobili.

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