Roma ha un nuovo regolamento per le insegne di esercizio (Deliberazione dell'Assemblea Capitolina n. 67 del 31 marzo 2026): al posto dell'autorizzazione preventiva basta una SCIA al SUAP, ma nel Sito UNESCO e su alcuni edifici della Carta per la Qualità serve il parere della Sovrintendenza Capitolina. Anche la legge nazionale (D.L. 19/2026, art. 5, comma 2) prevede per insegne e mezzi pubblicitari visibili dalla strada una SCIA asseverata al SUAP, salvo le autorizzazioni preventive nelle aree vincolate. Lo studio prepara progetto e pratica per 300–500 €, IVA e cassa comprese.
- Comprende: sopralluogo e rilievo del fronte, verifica dei vincoli, progetto quotato con foto-inserimento, presentazione della pratica e gestione dei pareri.
- A parte: bolli e diritti, il canone unico quando è dovuto, l'eventuale autorizzazione della Soprintendenza statale sugli immobili vincolati.
- Tempi: pratica pronta in 5 giorni lavorativi dal sopralluogo, se i documenti ci sono; dove serve il parere della Sovrintendenza Capitolina la SCIA produce effetti dopo il parere favorevole o, se il parere non arriva, dopo 90 giorni. I tempi di pareri e autorizzazioni dipendono dagli enti.
- Preventivo: gratuito e scritto, chiedilo qui.
Il nuovo regolamento delle insegne di Roma

Il regolamento approvato con la Deliberazione dell'Assemblea Capitolina n. 67/2026 sostituisce, per le insegne di esercizio, le procedure di autorizzazione della Deliberazione del Consiglio Comunale n. 260/1997 e abroga ogni disposizione precedente di Roma Capitale in contrasto. Per tutto quello che non disciplina rimanda al regolamento sulla pubblicità (Deliberazione dell'Assemblea Capitolina n. 141/2020) e al regolamento per l'occupazione di suolo pubblico.
I punti che cambiano la vita a chi apre o rinnova un'attività:
- La SCIA al posto dell'autorizzazione. Installare, modificare o sostituire insegne di esercizio, tende, fari e targhe è soggetto a SCIA, presentata solo online allo Sportello Unico per le Attività Produttive (art. 18, comma 1).
- Una sola pratica con l'attività. Quando si apre, si subentra, si trasferisce o si modifica un'attività commerciale, la segnalazione dell'insegna può entrare nella stessa SCIA dell'attività, la cosiddetta SCIA unificata (art. 18, comma 2). Un problema sull'insegna non blocca l'attività: il Comune interviene solo sull'insegna (art. 18, commi 6 e 7).
- Le insegne già in regola restano. Le opere installate in conformità alla Deliberazione 260/1997 rimangono autorizzate; le insegne delle botteghe storiche possono essere mantenute anche se non rispettano le nuove prescrizioni (art. 21).
Le procedure del SUAP cambiano per gradi. L'art. 24 rinvia di 180 giorni dall'entrata in vigore del regolamento le nuove modalità del SUAP per la SCIA dell'art. 18, e la data di attivazione la comunica il Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive. Intanto vale già la legge nazionale: il D.L. 19/2026 (art. 5, comma 2) chiede una SCIA asseverata al SUAP per i mezzi pubblicitari lungo le strade o visibili da esse, salvo le autorizzazioni preventive nelle aree vincolate. La delibera è stata pubblicata all'Albo Pretorio dal 23 aprile al 7 maggio 2026: prima di presentare una pratica controlliamo sul portale SUAP quale modulo è attivo.
Quando basta la SCIA e quando serve il parere
Con la nuova procedura il percorso dipende da dove si trova l'insegna:
| Dove si trova l'insegna | Cosa si presenta | Da quando vale |
|---|---|---|
| Fuori dal Sito UNESCO, su un edificio senza le tutele indicate sotto | SCIA al SUAP | Dalla presentazione |
| Nel Sito UNESCO, oppure su «Edifici e complessi edilizi moderni» o «Preesistenze archeologico-monumentali» visibili oltre i due metri censiti nella Carta per la Qualità | SCIA «condizionata», con il parere preventivo della Sovrintendenza Capitolina | Dopo il parere, o decorsi 90 giorni dalla SCIA completa (art. 17-bis L. 241/1990) |
| Su un immobile vincolato come bene culturale o paesaggistico | Oltre alla pratica comunale, l'autorizzazione della Soprintendenza statale secondo il D.Lgs. 42/2004 | Dopo l'autorizzazione |
La regola della SCIA condizionata è nell'art. 18, commi 4 e 5, del regolamento. La Soprintendenza statale (Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, Ministero della Cultura) e la Sovrintendenza Capitolina sono due enti diversi: la prima tutela i beni vincolati per legge, la seconda dà il parere comunale sugli ambiti storici di Roma. Un progetto coerente con materiali, misure e colori del contesto fin dalla prima presentazione è il modo più sicuro per non perdere tempo.
Vetrofanie e messaggi sulle vetrine
I messaggi pubblicitari su vetrine e porte d'ingresso, fino al 33% della superficie della vetrina, richiedono solo una comunicazione al SUAP (art. 12). Nel Sito UNESCO, le vetrofanie che coprono più del 25% e fino al 33% della superficie vetrata passano invece dalla SCIA condizionata al parere. Nel Sito UNESCO e sugli edifici della Carta per la Qualità indicati sopra sono vietati ledwall, schermi e pannelli luminosi con messaggi che cambiano, visibili dall'esterno.
Le misure da rispettare
Il regolamento fissa misure precise. Per un'insegna a lettere singole su una riga, per esempio, ogni lettera può essere alta al massimo 60 cm, con una sporgenza massima di 15 cm dalla facciata, e la base deve stare ad almeno 2,50 m dal piano di calpestio se l'insegna è luminosa e ad almeno 2,20 m se non lo è. Nella Città Storica e sugli edifici della Carta per la Qualità indicati sopra le regole sono più strette: l'insegna va dentro il vano della porta o della vetrina e le lettere singole sono alte 30 cm (art. 6, comma 5). Valgono anche le norme del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) e del suo Regolamento di attuazione, per non interferire con la segnaletica. Il controllo delle misure sul fronte reale è la prima cosa che facciamo al sopralluogo.
Documenti necessari
Che si tratti della nuova SCIA o della domanda di autorizzazione, la pratica si regge su questi documenti:
- modulo del SUAP compilato in ogni parte;
- progetto dell'insegna: elaborati grafici quotati con dimensioni, posizione, materiali e tipo di illuminazione;
- documentazione fotografica del fronte su cui va l'insegna, con foto-inserimento del mezzo proposto;
- titolo di disponibilità dell'immobile e, per immobili condominiali o non di proprietà, l'assenso del proprietario o del condominio;
- bozzetto del messaggio con il contenuto da esporre;
- parere o autorizzazione degli enti di tutela, o gli elaborati per ottenerli, quando l'immobile è vincolato o ricade negli ambiti protetti;
- titoli precedenti, in caso di voltura o modifica di un'insegna esistente.
Lo studio verifica prima la conformità del progetto al regolamento e ai vincoli, così da evitare richieste di integrazione.
Iter della pratica
- Sopralluogo e progetto: rilievo del fronte, verifica dei vincoli e redazione degli elaborati tecnici.
- Presentazione online della pratica al SUAP: la SCIA asseverata prevista dal D.L. 19/2026, da sola o, quando la nuova procedura del SUAP è attiva, insieme a quella dell'attività; nelle aree vincolate restano le autorizzazioni preventive.
- Parere della Sovrintendenza Capitolina, solo negli ambiti dell'art. 18, comma 4, ed eventuale autorizzazione della Soprintendenza statale sugli immobili vincolati.
- Controlli del Comune dopo la presentazione: se l'insegna non è conforme, il Comune può ordinarne l'adeguamento o la rimozione.
Costi e tempi
I costi della pratica si compongono di tre voci: gli oneri amministrativi (marche da bollo, eventuali diritti), il canone unico dovuto al Comune per l'esposizione pubblicitaria e l'onorario tecnico per il progetto e la pratica.
| Voce | Importo o note |
|---|---|
| Marca da bollo | Sulla domanda e, con la procedura di autorizzazione, sul provvedimento di rilascio |
| Canone unico patrimoniale | In base a superficie e zona, con l'esenzione per le insegne piccole spiegata nelle domande frequenti |
| Parere degli enti di tutela | Solo negli ambiti tutelati e sugli immobili vincolati |
| Onorario dello studio | 300–500 € |
Dal 1° gennaio 2021 la vecchia imposta comunale sulla pubblicità (e la TOSAP/COSAP) è confluita nel Canone Unico Patrimoniale, introdotto dalla Legge 160/2019. A Roma il canone è disciplinato dal Regolamento DAC n. 141/2020 e le tariffe sono fissate con deliberazione della Giunta Capitolina, aggiornata periodicamente. La gestione del canone a Roma è affidata ad Aequa Roma. Il mancato pagamento del canone fa decadere la SCIA dell'insegna (art. 19 del regolamento).
Sui tempi: fuori dagli ambiti tutelati la SCIA vale dalla presentazione; con il parere della Sovrintendenza Capitolina, dal parere favorevole o, se il parere non arriva, dopo 90 giorni; con l'autorizzazione della Soprintendenza statale, dal rilascio. Un parere negativo blocca l'insegna. Lo studio prepara la pratica in 5 giorni lavorativi dal sopralluogo, se i documenti ci sono.
Voltura, cambio del messaggio e insegne già installate
- Cambio del messaggio o del marchio. Modificare o sostituire un'insegna è soggetto a SCIA (art. 18, comma 1). Se cambia solo la scritta, senza toccare misure e struttura, su un'insegna già autorizzata a lettere singole su pannello, a pannello, a cassonetto o a bandiera, basta una domanda al SUAP con il disegno del nuovo messaggio, e il titolo si aggiorna d'ufficio (art. 7, commi 10 e 11).
- Voltura. Quando si subentra in un'attività, l'insegna va volturata. Se era stata installata secondo la Deliberazione 260/1997 ma non rispetta le nuove regole, con la voltura va adeguata o rimossa (art. 21, comma 2). Il percorso completo è nella guida al subingresso in un'attività commerciale.
- Insegne nuove fuori regola. Le installazioni fatte dopo l'entrata in vigore del regolamento senza rispettarne le prescrizioni vanno rimosse a cura del titolare (art. 21, comma 3).
Come ti aiutiamo a Roma
Uno studio tecnico che conosce i regolamenti di Roma fa la differenza tra una pratica fluida e una serie di richieste di integrazione. Ci occupiamo di:
- sopralluogo e rilievo del fronte commerciale;
- progetto dell'insegna conforme al regolamento e ai vincoli;
- presentazione della pratica al SUAP, anche nella SCIA unificata con l'attività;
- gestione dei pareri della Sovrintendenza Capitolina e della Soprintendenza statale;
- assistenza fino all'esito e per volture o modifiche.
Seguiamo spesso queste pratiche insieme agli altri adempimenti di chi avvia un'attività: dalla SCIA commerciale a Roma alle pratiche per aprire un negozio di abbigliamento a Roma, fino alla concessione per il dehors di bar e ristoranti e alle altre forme di occupazione di suolo pubblico.
Domande frequenti
Quanto costa la pratica per un'insegna a Roma?
L'onorario dello studio per progetto e pratica è di 300–500 €, IVA e cassa comprese. A parte ci sono bolli e diritti, il canone unico quando è dovuto e, sugli immobili vincolati, l'autorizzazione della Soprintendenza statale. La pratica è pronta in 5 giorni lavorativi dal sopralluogo, se i documenti ci sono; dove serve il parere della Sovrintendenza Capitolina la SCIA produce effetti dopo il parere favorevole o, se il parere non arriva, dopo 90 giorni.
Devo pagare la tassa per l'insegna del mio negozio?
La vecchia imposta sulla pubblicità oggi è il canone unico patrimoniale. Le insegne di esercizio fino a 5 mq di superficie complessiva ne sono esenti; sopra questa soglia il canone si calcola sulla superficie esposta e sulla zona. Le vetrofanie e gli altri messaggi pubblicitari seguono le regole del canone per la pubblicità.
Dove trovo la modulistica per le insegne a Roma?
Sul portale SUAP di Roma Capitale, da cui si presentano le pratiche per le insegne. Il regolamento affida al Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive l'aggiornamento delle procedure del SUAP per la nuova SCIA (art. 22): conviene scaricare sempre il modulo dal portale il giorno in cui si presenta la pratica.
Cosa rischio se installo un'insegna senza titolo?
Sanzioni amministrative e l'ordine di rimozione a spese del titolare, oltre al recupero del canone non versato. Il nuovo regolamento lo dice in modo esplicito: le insegne installate dopo la sua entrata in vigore senza rispettarne le prescrizioni vanno rimosse (art. 21, comma 3). Mettere in regola l'insegna è quindi anche una tutela economica per l'attività.
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