Per comprare e rivendere online al consumatore finale con un'impresa che ha sede a Roma serve la SCIA per il commercio elettronico, inviata al SUAP di Roma Capitale: si vende dal giorno del protocollo, senza autorizzazioni e senza un negozio. Per l'artigiano che vende online i prodotti che fabbrica le regole possono essere diverse e si verificano prima. I diritti comunali 2026 sono 116,00 €. Per gli alimentari servono anche i requisiti professionali e la notifica sanitaria. Lo studio prepara e invia la pratica in 3 giorni lavorativi da quando i documenti sono pronti, per 300–500 €, IVA e cassa comprese.
- Comprende: verifica del caso (alimentare o no, sito proprio o marketplace), dichiarazioni sui requisiti, firma digitale e invio al SUAP.
- A parte: partita IVA e iscrizione al Registro delle Imprese, che si fanno con la Comunicazione Unica; per gli alimentari, la notifica sanitaria.
- Tempi: pratica inviata in 3 giorni lavorativi da quando hai partita IVA e documenti; si vende dal protocollo.
- Preventivo: gratuito e scritto, chiedilo qui.
Questa guida riguarda solo la vendita online, da sito proprio o su marketplace. Se apri un negozio, un bar o un'altra attività in un locale, la pratica è la SCIA commerciale per negozi e locali a Roma, con planimetria e verifica del locale.
Cos'è la SCIA per il commercio elettronico e a cosa serve

La vendita di prodotti al dettaglio tramite un sito web o una piattaforma online è una forma speciale di vendita al dettaglio, ai sensi del D.Lgs. 114/1998 (il cosiddetto "Decreto Bersani") e del D.Lgs. 59/2010. Per esercitarla non serve un'autorizzazione preventiva: basta una SCIA, cioè una segnalazione con cui dichiari di possedere i requisiti previsti e dai avvio all'attività.
Il sito ha poi obblighi suoi, che non passano dal Comune: le informazioni generali verso l'utente (dati identificativi del venditore, fasi tecniche per concludere il contratto, correzione degli errori di inserimento) dal D.Lgs. 70/2003 sul commercio elettronico; il diritto di recesso (14 giorni, senza obbligo di motivazione) e le informazioni precontrattuali al consumatore dal Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005, artt. 45 e seguenti, in particolare art. 52 per il recesso nei contratti a distanza).
Quando serve davvero
- Vendita al dettaglio al consumatore finale tramite sito proprio o piattaforma → serve la SCIA per il commercio elettronico al SUAP.
- Vendita di prodotti alimentari online → oltre alla SCIA, servono la notifica sanitaria ai sensi del Reg. CE 852/2004 e il rispetto degli obblighi HACCP.
- Sola apertura della partita IVA come libero professionista o per servizi → in molti casi la SCIA commerciale non è richiesta. Conviene sempre una verifica del caso concreto.
Requisiti per la SCIA di vendita online
Per avviare un'attività di commercio elettronico al dettaglio occorre soddisfare alcuni requisiti, che dichiarerai nella SCIA:
- Requisiti morali: previsti dall'art. 71, comma 1, del D.Lgs. 59/2010, obbligatori per il titolare (ditta individuale) o per il legale rappresentante (società). Riguardano l'assenza di determinate condanne penali e cause di divieto.
- Requisiti professionali: richiesti solo se vendi prodotti del settore alimentare (art. 71, comma 6, D.Lgs. 59/2010): corso professionale riconosciuto dalla Regione, due anni di esperienza nel quinquennio precedente, oppure titolo di studio idoneo. Per la vendita di prodotti non alimentari (abbigliamento, oggettistica, elettronica) non sono richiesti.
- Partita IVA attiva, aperta presso l'Agenzia delle Entrate con il codice ATECO corretto per l'attività svolta.
- Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, che per le imprese commerciali avviene insieme alla partita IVA con la Comunicazione Unica. Dal 12 febbraio 2026 il vecchio programma ComUnica non è più disponibile: la pratica si invia con la piattaforma DIRE o con un software di mercato compatibile (Registro Imprese).
- Sito web o piattaforma conformi alle norme su privacy (GDPR), informazioni precontrattuali, diritto di recesso e tutela del consumatore.
Documenti necessari
Per predisporre e trasmettere la SCIA raccogliamo, in sintesi, questi elementi:
| Documento / dato | Descrizione |
|---|---|
| Dati anagrafici e partita IVA | Del titolare o del legale rappresentante dell'impresa |
| Indirizzo del sito / piattaforma | URL del sito e-commerce o dell'account sul marketplace |
| Settore merceologico | Indicazione se alimentare o non alimentare e categorie di prodotti |
| Requisiti morali (e professionali se alimentare) | Dichiarazioni sostitutive ai sensi dell'art. 71 D.Lgs. 59/2010 |
| Documento d'identità | Del soggetto firmatario della segnalazione |
| Firma digitale | Necessaria per la trasmissione telematica al SUAP |
| Notifica sanitaria (solo alimentari) | Da presentare al SUAP ex Reg. CE 852/2004 prima dell'avvio |
Procedura: come si presenta a Roma la SCIA per l'e-commerce
A Roma la SCIA per il commercio elettronico si presenta esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale del SUAP di Roma Capitale. L'iter è questo:
- Apertura della partita IVA (se non è già attiva) e iscrizione al Registro delle Imprese con la Comunicazione Unica, inviata da DIRE.
- Predisposizione della SCIA con le dichiarazioni sui requisiti morali (ed eventualmente professionali) e i dati dell'attività online.
- Trasmissione telematica al SUAP di Roma Capitale, con firma digitale e pagamento dei diritti con pagoPA.
- Avvio della vendita dalla data di protocollo della SCIA.
Per il settore alimentare, alla SCIA si affianca la notifica sanitaria al SUAP, sempre prima dell'avvio della vendita.
Costi e tempi della SCIA per l'e-commerce
I diritti comunali 2026 per la vendita online sono questi:
| Procedimento (commercio elettronico) | Diritti 2026 |
|---|---|
| SCIA di apertura | 116,00 € |
| SCIA di subingresso, settore alimentare o misto | 116,00 € |
| Comunicazione di subingresso, settore non alimentare | 92,80 € |
| SCIA di variazione (trasferimento di sede, cambio di settore merceologico) | 81,20 € |
| Comunicazione di cessazione o di variazione | 18,60 € |
Sono il «rimborso spese istruttoria» delle forme speciali di vendita nel tariffario 2026 di Roma Capitale (DGC 492/2025, Allegato A); al momento dell'invio fa fede l'avviso generato dal SUAP. A parte ci sono i diritti della Camera di Commercio per l'iscrizione al Registro delle Imprese.
L'onorario dello studio per la SCIA di commercio elettronico è di 300–500 €, IVA e cassa comprese; per gli alimentari si aggiungono 150–300 € per la notifica sanitaria.
Sui tempi: la SCIA produce effetti dalla data di protocollo, quindi si può vendere subito. Il Comune ha poi 60 giorni per controllare i requisiti dichiarati e, se mancano, può vietare la prosecuzione dell'attività o chiedere di regolarizzarla. Lo studio invia la pratica in 3 giorni lavorativi da quando i documenti sono completi.
Come ti aiutiamo a Roma
Lo studio segue imprese e privati di Roma e provincia nell'avvio di attività di commercio elettronico. In concreto:
- verifichiamo il tuo caso (prodotti alimentari o non alimentari, requisiti necessari);
- prepariamo la SCIA e le dichiarazioni sui requisiti morali e professionali;
- gestiamo la trasmissione telematica al SUAP di Roma Capitale con firma digitale;
- coordiniamo, dove serve, la notifica sanitaria per il settore alimentare e gli adempimenti presso la Camera di Commercio.
Se l'attività online è collegata anche a un punto vendita fisico, seguiamo pure la SCIA del negozio; per l'apertura di un negozio di abbigliamento c'è la guida su come aprire un negozio di abbigliamento a Roma; per i laboratori alimentari trovi un approfondimento sulla SCIA per l'apertura di laboratori alimentari.
Domande frequenti (FAQ)
Quanto costa la SCIA per il commercio elettronico?
L'onorario dello studio è di 300–500 €, IVA e cassa comprese. A parte ci sono i diritti comunali 2026, 116,00 € per la SCIA di apertura pagati con pagoPA, e i diritti della Camera di Commercio per l'iscrizione al Registro delle Imprese; per gli alimentari si aggiungono 150–300 € per la notifica sanitaria. La pratica è inviata in 3 giorni lavorativi da quando hai partita IVA e documenti; si vende dal protocollo.
La SCIA si presenta all'Agenzia delle Entrate?
No. La SCIA si presenta al SUAP comunale. All'Agenzia delle Entrate si apre la partita IVA, che è un adempimento separato e viene prima. Per un'impresa commerciale l'apertura della partita IVA e l'iscrizione al Registro delle Imprese si fanno insieme, con la Comunicazione Unica, che dal 12 febbraio 2026 si invia dalla piattaforma DIRE o da un software compatibile.
Serve la SCIA per vendere su Amazon, Etsy o altri marketplace?
Sì, se compri e rivendi come impresa al consumatore finale: il marketplace è solo il canale, la vendita resta tua. Se sei un artigiano che vende i prodotti che fabbrica, le regole possono essere diverse e si verificano prima. Nella SCIA si indica l'account o il negozio sulla piattaforma al posto dell'indirizzo del sito. Requisiti e diritti comunali sono gli stessi di un sito proprio: 116,00 € per la SCIA di apertura.
E con il dropshipping?
Anche nel dropshipping vendi tu al consumatore, con il tuo nome e la tua partita IVA, anche se la merce parte dal magazzino del fornitore: per questo serve la SCIA come per ogni altro e-commerce. Sono tuoi, verso il cliente, gli obblighi del venditore a distanza, come il diritto di recesso di 14 giorni previsto dal Codice del Consumo, che non vale per alcuni beni, per esempio quelli su misura o che si deteriorano in fretta (art. 59).
Se vendo prodotti alimentari online cosa cambia?
Servono due cose in più: i requisiti professionali dell'art. 71, comma 6, del D.Lgs. 59/2010 (un corso riconosciuto dalla Regione, due anni di esperienza nel quinquennio precedente oppure un titolo di studio idoneo) e la notifica sanitaria al SUAP secondo il Reg. CE 852/2004, da presentare prima di iniziare a vendere. Vanno rispettate anche le regole HACCP.
Devo presentare la SCIA se vendo ogni tanto oggetti miei usati su Vinted o simili?
No, se vendi da privato, in modo occasionale, cose tue che non hai comprato per rivenderle: non è un'attività commerciale. Se la vendita diventa abituale e organizzata, invece, è un'impresa: servono partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese e SCIA. Nel dubbio conviene valutare il caso con il commercialista.
Posso usare il regime forfettario per il mio e-commerce?
Spesso sì, se rispetti i requisiti previsti dalla legge, tra cui un limite di ricavi annui pari a 85.000 euro. Il regime dei minimi è stato abolito da anni: oggi l'unica opzione agevolata è il regime forfettario. Per gli aspetti fiscali ti consigliamo il supporto di un commercialista; trovi un riferimento nella pagina dedicata al commercialista a Roma.
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