Studio Tecnico Edilizia Roma
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Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) a Roma: Guida 2026

Ultimo aggiornamento: · Contenuto verificato sulla base delle fonti ufficiali · a cura dello Studio tecnico Edilizia Privata Roma — geometri iscritti all'Albo dei Geometri della Provincia di Roma.

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) è obbligatorio quando nel cantiere lavorano due o più imprese, anche non contemporaneamente (art. 90, comma 3, D.Lgs. 81/2008): basta che l'impresa edile affidi l'impianto elettrico o idraulico a un'altra impresa. Lo redige il coordinatore per la progettazione oppure, nei lavori privati senza permesso di costruire sotto i 100.000 euro, il coordinatore per l'esecuzione (art. 90, comma 11): in entrambi i casi prima di chiedere le offerte alle imprese. A Roma lo prepariamo per 400–700 €, IVA e cassa comprese, in 5 giorni lavorativi dal sopralluogo, se i documenti ci sono; curiamo anche la notifica preliminare, che con più imprese in cantiere è sempre dovuta (art. 99).

  • Comprende: relazione e prescrizioni secondo l'Allegato XV, planimetria di organizzazione del cantiere, cronoprogramma e stima dei costi della sicurezza.
  • A parte: i sopralluoghi del coordinatore per l'esecuzione (CSE) durante i lavori, se non sono nello stesso incarico, e i costi della sicurezza dell'appalto, che il committente paga all'impresa.
  • Tempi: 5 giorni lavorativi dal sopralluogo, se ci sono già progetto, elenco delle lavorazioni e date previste; il piano va consegnato alle imprese invitate a fare l'offerta.
  • Preventivo: gratuito, con la verifica dell'obbligo nel tuo cantiere: chiedilo qui.

Cos'è il PSC e a cosa serve

Il PSC è il documento previsto dall'articolo 100 del D.Lgs. 81/2008 (Titolo IV) che pianifica la sicurezza di un cantiere edile in cui operano più imprese. È costituito da una relazione tecnica e da prescrizioni legate alla complessità dell'opera e alle sue fasi critiche, con la stima dei costi della sicurezza prevista al punto 4 dell'Allegato XV. È corredato da tavole esplicative, tra cui almeno una planimetria sull'organizzazione del cantiere e, quando i lavori lo richiedono, una tavola tecnica sugli scavi. Il PSC è parte integrante del contratto d'appalto (art. 100, comma 2).

Il PSC serve concretamente a:

  • coordinare la presenza di più imprese e lavoratori autonomi sullo stesso cantiere;
  • analizzare e gestire i rischi da interferenza tra le diverse lavorazioni, che sono il cuore del piano;
  • definire misure preventive, apprestamenti e DPI comuni;
  • pianificare i tempi delle fasi di lavoro (cronoprogramma) e stimare i costi della sicurezza;
  • dare alle imprese un riferimento unico, a cui i singoli POS devono conformarsi.

Il PSC è un documento di cantiere, non di singola impresa: guarda all'intera opera e alle interazioni fra le lavorazioni, mentre i rischi propri di ogni azienda restano affidati al DVR e al POS.

Quando è obbligatorio il PSC

Il PSC è obbligatorio nei cantieri in cui è prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese esecutrici, a prescindere dalla durata e dal tipo di intervento (art. 90, comma 3, D.Lgs. 81/2008). In questi casi il committente o il responsabile dei lavori designa il coordinatore per la progettazione (CSP), che redige il piano insieme alla progettazione dell'opera.

Non è richiesto quando in cantiere opera una sola impresa, né per i lavori da eseguire subito per prevenire incidenti imminenti, per organizzare misure urgenti di salvataggio o per garantire in emergenza servizi essenziali come luce, acqua e gas (art. 100, comma 6).

Situazione in cantierePSC obbligatorio?
Più imprese esecutrici (anche non contemporanee)Sì
Una sola impresa che subappalta a un'altra impresaSì (diventano più imprese)
Una sola impresa, nessun subappalto a impreseNo (resta il POS)
Lavoratore autonomo + un'impresaNon basta l'autonomo: sì solo se in cantiere ci sono più imprese esecutrici, da verificare caso per caso
Lavori urgenti per prevenire incidenti imminenti o per misure di salvataggioNo (art. 100, comma 6)

La regola dei "più imprese" e il subappalto

L'errore più comune è ritenere che con "un solo appaltatore" non serva mai il PSC. In realtà, se l'unica impresa affidataria subappalta anche solo una lavorazione a un'altra impresa (per esempio all'elettricista o all'idraulico che lavorano come imprese), il cantiere ospita più imprese esecutrici e il PSC torna obbligatorio. Lo stesso vale quando l'impresa aggiunta arriva a lavori iniziati: il coordinatore va nominato in quel momento (art. 90, comma 5). Va verificato caso per caso: è una delle prime valutazioni che facciamo quando ci contatti.

Lavori senza permesso di costruire sotto i 100.000 euro

Per i lavori privati non soggetti a permesso di costruire e comunque di importo inferiore a 100.000 euro non si nomina il CSP: le sue funzioni, compresa la redazione del PSC, le svolge il coordinatore per l'esecuzione (CSE) (art. 90, comma 11). È il caso tipico di una ristrutturazione con CILA o SCIA. Il PSC resta obbligatorio, se le imprese sono più di una; se l'opera è soggetta a permesso di costruire, invece, il CSP va nominato qualunque sia l'importo.

Chi redige il PSC: differenza tra CSP e CSE

Il PSC è redatto dal coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CSP), come stabilito dall'articolo 91 del D.Lgs. 81/2008. La redazione avviene durante la progettazione dell'opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte: il committente deve trasmettere il piano a tutte le imprese invitate a presentarle (art. 101, comma 1).

In cantiere il documento passa al coordinatore per l'esecuzione (CSE), che ne verifica l'applicazione e lo aggiorna quando cambiano le condizioni di lavoro (art. 92). Le imprese e i lavoratori autonomi sono tenuti ad attuarlo (art. 100, comma 3).

Il datore di lavoro di ciascuna impresa non redige il PSC, ma resta responsabile del proprio Piano Operativo di Sicurezza (POS) e del rispetto delle prescrizioni del piano.

FiguraSiglaCosa fa rispetto al PSC
Coordinatore per la progettazioneCSPRedige il PSC in fase di progetto (art. 91)
Coordinatore per l'esecuzioneCSEApplica, verifica e aggiorna il PSC in cantiere (art. 92)
Committente / responsabile dei lavori—Nomina CSP e CSE, trasmette la notifica preliminare (artt. 90 e 99)
Datore di lavoro dell'impresa—Redige il POS, rispetta il PSC, non lo redige

Requisiti professionali, compiti in cantiere e costo dell'incarico sono nella pagina sul coordinatore della sicurezza a Roma.

Contenuti del PSC (Allegato XV)

L'Allegato XV individua i contenuti minimi del piano. I principali sono:

  • Identificazione e descrizione dell'opera: indirizzo del cantiere, contesto dell'area, descrizione sintetica dell'opera con riferimento alle scelte progettuali, architettoniche, strutturali e tecnologiche.
  • Soggetti con compiti di sicurezza: responsabile dei lavori, CSP, CSE (se nominato), datori di lavoro delle imprese esecutrici e lavoratori autonomi.
  • Individuazione, analisi e valutazione dei rischi in relazione all'area, all'organizzazione del cantiere, alle lavorazioni e alle loro interferenze.
  • Scelte progettuali e organizzative, procedure, misure preventive e protettive.
  • Prescrizioni operative e DPI per gestire le interferenze tra le lavorazioni.
  • Misure di coordinamento per l'uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture e mezzi di protezione collettiva.
  • Gestione delle emergenze: pronto soccorso, prevenzione incendi ed evacuazione, con i riferimenti telefonici delle strutture sul territorio.
  • Durata e cronoprogramma delle fasi di lavoro e stima dell'entità del cantiere in uomini-giorno.
  • Stima dei costi della sicurezza (punto 4 dell'Allegato XV).

Al PSC si aggiungono le tavole di progetto sulla sicurezza, tra cui la planimetria di organizzazione del cantiere e, se necessario, la tavola tecnica degli scavi.

Un esempio: l'indice di un PSC per un appartamento

Per la ristrutturazione di un appartamento in condominio con impresa edile, idraulico ed elettricista, i capitoli di un PSC sono di solito questi:

  1. dati del cantiere, del committente, dei coordinatori e delle imprese;
  2. area e contesto: accesso dal portone, uso di scale e ascensore, cortile, orari e vicini;
  3. organizzazione del cantiere: deposito dei materiali, carico delle macerie, servizi igienici;
  4. lavorazioni e fasi (demolizioni, tracce e impianti, massetti, finiture) con il cronoprogramma;
  5. interferenze, per esempio idraulico ed elettricista nelle stesse tracce nello stesso giorno, e come si separano;
  6. misure di prevenzione, DPI e procedure di emergenza;
  7. stima dei costi della sicurezza e tavole allegate.

Il piano vale per quel cantiere: un modello scaricato e non adattato non risponde all'Allegato XV.

I piani di sicurezza del cantiere: PSC, POS, DVR e PiMUS

Quando si parla di «piani di sicurezza» in un cantiere edile si intendono quattro documenti diversi:

  • il PSC, piano dell'intero cantiere, redatto dal coordinatore quando lavorano più imprese;
  • il POS, piano di ogni singola impresa esecutrice per le proprie lavorazioni, dovuto anche quando l'impresa è una sola e coerente con il PSC;
  • il DVR, la valutazione dei rischi dell'azienda nel suo complesso, che non riguarda un cantiere preciso;
  • il PiMUS, piano di montaggio, uso e smontaggio del ponteggio, redatto dall'impresa che lo monta.

Il confronto completo, con chi li redige, le norme e quando servono, è nella pagina sulle differenze tra POS, PSC e DVR.

E il PSS (Piano di Sicurezza Sostitutivo)?

Il PSS è uno strumento degli appalti pubblici: l'Allegato XV lo definisce richiamando l'art. 131 del vecchio Codice dei contratti (D.Lgs. 163/2006) e prevede che lo rediga l'appaltatore, con gli stessi contenuti del PSC tranne la stima dei costi della sicurezza (punto 3.1.1). Nei lavori privati non è mai stato obbligatorio: con una sola impresa bastano il suo POS e gli obblighi generali di sicurezza. Il committente può comunque chiederlo nel capitolato.

Notifica preliminare (art. 99)

Insieme al PSC, quando il cantiere ricade nei casi previsti, va trasmessa la notifica preliminare ai sensi dell'art. 99 D.Lgs. 81/2008. È l'atto con cui si comunica l'apertura del cantiere agli organi di vigilanza prima dell'inizio dei lavori.

La notifica è obbligatoria per:

  • i cantieri di cui all'art. 90, comma 3 (quelli con presenza di più imprese esecutrici);
  • i cantieri inizialmente non soggetti all'obbligo che vi ricadono per varianti sopravvenute in corso d'opera;
  • i cantieri in cui opera un'unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini-giorno.

Va trasmessa alla ASL e all'Ispettorato territoriale del lavoro competenti; copia della notifica va affissa in modo visibile in cantiere e tenuta a disposizione dell'organo di vigilanza. Una copia va inviata anche al Comune prima dell'inizio dei lavori, insieme al DURC delle imprese e dei lavoratori autonomi e alla dichiarazione di aver verificato gli altri loro documenti, fra cui idoneità tecnico-professionale e patente a crediti (art. 90, comma 9, lettera c). Ce ne occupiamo noi, insieme alla redazione del piano.

Cosa succede se manca il PSC

  • Se mancano il PSC, il fascicolo dell'opera o la notifica preliminare quando sono previsti, l'efficacia del titolo edilizio è sospesa e l'organo di vigilanza lo comunica al Comune (art. 90, comma 10).
  • Il committente che non designa CSP e CSE quando sono obbligatori è punito con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda (art. 157, comma 1, lettera a).
  • Il committente che non trasmette il PSC alle imprese invitate all'offerta rischia una sanzione amministrativa da 711,92 a 2.562,91 euro (art. 157, comma 1, lettera c).
  • Il datore di lavoro dell'impresa che non attua il PSC è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda (art. 159, comma 2, lettera a).

Quanto costa il PSC e in quanto tempo

La redazione del PSC per la ristrutturazione di un appartamento costa 400–700 € e richiede 5 giorni lavorativi dal sopralluogo, se ci sono già progetto, elenco delle lavorazioni e date previste. Il prezzo cresce con il numero di imprese, la durata del cantiere e le lavorazioni rischiose, come ponteggi e demolizioni.

Il PSC da solo non comprende il lavoro del CSE in cantiere: sopralluoghi e verbali per tutta la durata dei lavori sono un incarico a parte, descritto nella pagina sul coordinatore per l'esecuzione e il suo onorario. Nei lavori privati sotto i 100.000 euro senza permesso di costruire il PSC lo redige direttamente il CSE, quindi i due lavori stanno nello stesso incarico.

I costi della sicurezza dell'appalto

Sono una cosa diversa dalla parcella del coordinatore. I costi della sicurezza stimati nel PSC comprendono, secondo l'Allegato XV:

  • apprestamenti previsti nel piano (ponteggi, recinzioni, servizi di cantiere);
  • misure preventive e DPI per lavorazioni interferenti;
  • impianti di terra, di protezione dalle scariche atmosferiche, antincendio ed evacuazione fumi (vedi anche SCIA antincendio);
  • mezzi e servizi di protezione collettiva;
  • procedure di sicurezza e interventi per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni;
  • misure per l'uso comune di apprestamenti, attrezzature e infrastrutture.

I costi della sicurezza non sono soggetti a ribasso e vanno tenuti distinti dai costi delle lavorazioni; quando le misure le realizza una subappaltatrice, l'impresa affidataria le paga i relativi oneri senza alcun ribasso (art. 97, comma 3-bis). Per inserirli correttamente nell'appalto servono un computo metrico e un capitolato tecnico coerenti con il piano.

Come ti aiutiamo a Roma

Il nostro studio tecnico segue i cantieri di ristrutturazione e ampliamento in tutta Roma e provincia, dal coordinamento della sicurezza alla direzione lavori. In particolare possiamo:

  • valutare se nel tuo cantiere il PSC è obbligatorio in base al numero di imprese e al tipo di titolo edilizio;
  • assumere l'incarico di coordinatore per la progettazione e per l'esecuzione e redigere il PSC a norma dell'Allegato XV;
  • predisporre capitolato, computo metrico e stima dei costi della sicurezza;
  • curare la notifica preliminare e l'aggiornamento del piano in corso d'opera;
  • verificare la coerenza tra PSC e i POS delle singole imprese esecutrici.

Per i lavori di ristrutturazione coordiniamo progetto e pratiche, mentre l'esecuzione è affidata a imprese partner selezionate e supervisionate dal nostro studio: vedi la ristrutturazione chiavi in mano a Roma.

Domande frequenti

È obbligatorio il PSC per lavori in quota con un'unica impresa?

No. L'obbligo dipende dal numero di imprese, non dal tipo di lavoro (art. 90, comma 3): con una sola impresa, anche per lavori su tetto o ponteggio, servono il POS dell'impresa e, se c'è un ponteggio, il PiMUS. La notifica preliminare scatta se il cantiere arriva a 200 uomini-giorno, e il committente deve comunque verificare l'idoneità dell'impresa e la sua patente a crediti, oppure l'attestazione SOA dalla classifica III in su, che ne esonera (art. 90, comma 9, e art. 27, comma 15).

Chi fa il PSC e chi il POS?

Il PSC lo fa il coordinatore per la progettazione, oppure il CSE nei casi dell'art. 90, commi 5 e 11. Il POS lo fa il datore di lavoro di ciascuna impresa esecutrice, per le proprie lavorazioni in quel cantiere, e deve essere coerente con il PSC.

Il PSC serve per i lavori in condominio?

Sì, se sulle parti comuni (facciata, tetto, ascensore) lavorano più imprese: il committente è il condominio. Nei lavori dentro un singolo appartamento il committente è invece chi li fa eseguire, di solito il proprietario, anche se il cantiere usa scale e cortile comuni.

Chi paga il PSC?

Il committente, per due voci distinte. La prima è l'onorario del coordinatore che redige il piano. La seconda sono i costi della sicurezza stimati nel PSC, che paga all'impresa dentro il contratto d'appalto, di cui il piano è parte integrante: non sono soggetti a ribasso, e l'impresa affidataria li paga per intero alle subappaltatrici che realizzano le misure.

Quanto costa il PSC?

Per la ristrutturazione di un appartamento a Roma redigiamo il PSC per 400–700 €, IVA e cassa comprese, in 5 giorni lavorativi dal sopralluogo, se i documenti ci sono. Il prezzo cresce con il numero di imprese, la durata del cantiere e le lavorazioni rischiose, come ponteggi e demolizioni. Restano a parte i sopralluoghi del CSE durante i lavori, se non sono nello stesso incarico.

Il PSC va aggiornato durante i lavori?

Sì. Il coordinatore per l'esecuzione (CSE) verifica l'applicazione del piano e lo adegua all'evoluzione dei lavori, per esempio per varianti, nuove imprese o nuove lavorazioni (art. 92, comma 1, lettera b). Le imprese sono tenute ad attuare il piano aggiornato (art. 100, comma 3) e i loro POS devono restare coerenti con la nuova versione.

Hai un cantiere a Roma con più imprese?

Verifichiamo insieme l'obbligo del PSC, redigiamo il piano a norma dell'Allegato XV e seguiamo il coordinamento della sicurezza dall'inizio alla fine dei lavori. Contattaci per un preventivo gratuito.

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