Studio Tecnico Edilizia Roma
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Piano Operativo di Sicurezza (POS) a Roma: cos'è e chi lo redige

Ultimo aggiornamento: · Contenuto verificato sulla base delle fonti ufficiali · a cura dello Studio tecnico Edilizia Privata Roma — geometri iscritti all'Albo dei Geometri della Provincia di Roma.

Il Piano Operativo di Sicurezza (POS) è il documento che il datore di lavoro di ogni impresa esecutrice redige prima di entrare in cantiere (artt. 89 e 96 D.Lgs. 81/2008), anche se è l'unica impresa e anche con una CILA. Non serve per le mere forniture di materiali o attrezzature. Per un cantiere a Roma lo redigiamo, coerente con il PSC quando c'è, per 150–300 €, IVA e cassa comprese, in 2 giorni lavorativi dal sopralluogo, se i documenti dell'impresa ci sono.

  • Comprende: i contenuti minimi del punto 3.2 dell'Allegato XV, scritti sulle lavorazioni reali di quel cantiere, e il controllo di coerenza con il PSC.
  • A parte, solo se servono: il PiMUS del ponteggio e il DVR aziendale, che sono documenti diversi dal POS.
  • Tempi: 2 giorni lavorativi dal sopralluogo, se i documenti dell'impresa ci sono; se in cantiere lavorano più imprese, l'impresa affidataria e il coordinatore lo verificano entro 15 giorni dalla ricezione (art. 101, comma 3).
  • Preventivo: gratuito e scritto, chiedilo qui.

Cos'è il POS e a cosa serve

piano operativo di sicurezza

Il POS è il documento con cui il datore di lavoro dell'impresa esecutrice valuta i rischi delle proprie lavorazioni in un preciso cantiere e definisce le misure di prevenzione e protezione che adotterà. La legge lo definisce all'art. 89, comma 1, lettera h), ne impone la redazione all'art. 96, comma 1, lettera g), e ne fissa i contenuti minimi nell'Allegato XV, punto 3.2 del D.Lgs. 81/2008. Per quel cantiere, POS e accettazione del PSC valgono come adempimento della valutazione dei rischi dell'impresa (art. 96, comma 2).

Serve a:

  • valutare i rischi connessi alle lavorazioni che l'impresa eseguirà in quel cantiere;
  • individuare le misure di sicurezza, le attrezzature e i dispositivi di protezione individuale (DPI) necessari;
  • definire ruoli, responsabilità e procedure di emergenza del personale di cantiere;
  • dimostrare al coordinatore e al committente che l'impresa rispetta gli obblighi del D.Lgs. 81/2008.

Quando è obbligatorio

Il POS è obbligatorio per ogni impresa esecutrice che opera in un cantiere temporaneo o mobile, indipendentemente dal numero di imprese presenti e dalla durata dei lavori. L'art. 96 lo richiede espressamente anche quando nel cantiere opera un'unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti.

In presenza di più imprese, ognuna redige il proprio POS, che deve risultare coerente con il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) predisposto dal coordinatore.

Il POS riguarda il cantiere, non il titolo edilizio: è dovuto sia che i lavori siano avviati con CILA, SCIA o permesso di costruire. Ciò che fa scattare l'obbligo è un'impresa che esegue lavorazioni in cantiere.

Quando il POS non serve

  • Mere forniture di materiali o attrezzature, senza posa in opera: il POS non è richiesto, ma restano gli obblighi di coordinamento fra committente e fornitore dell'art. 26 (art. 96, comma 1-bis).
  • Lavoratore autonomo senza dipendenti: l'obbligo dell'art. 96 è dei datori di lavoro delle imprese, quindi chi lavora da solo non redige un POS. Deve però attuare il PSC, quando c'è (art. 100, comma 3), e avere la patente a crediti.

Se il fornitore monta o posa ciò che consegna, per esempio infissi o impianti, non è più una mera fornitura: se è un'impresa esecutrice il POS serve; se è un lavoratore autonomo senza dipendenti vale il punto precedente.

Differenza tra POS, PSC, DVR e PiMUS

Sono documenti diversi e complementari, spesso confusi tra loro:

DocumentoChi lo redigeAmbitoQuando serve
POS – Piano Operativo di SicurezzaIl datore di lavoro di ciascuna impresa esecutriceLe lavorazioni della singola impresa in uno specifico cantiereSempre, per ogni impresa esecutrice
PSC – Piano di Sicurezza e CoordinamentoIl coordinatore per la progettazione (CSP)L'intero cantiere e le interferenze tra le impreseQuando lavorano più imprese, anche non contemporaneamente
DVR – Documento di Valutazione dei RischiIl datore di lavoro (obbligo non delegabile)Tutti i rischi dell'attività aziendale, non di un singolo cantierePer ogni azienda con lavoratori
PiMUS – Piano di Montaggio, Uso e SmontaggioL'impresa che monta il ponteggio, tramite persona competenteLe operazioni sui ponteggi metallici fissiQuando in cantiere c'è un ponteggio

Riferimenti: il POS agli artt. 89 e 96 e all'Allegato XV, punto 3.2; il PSC all'art. 100 e all'Allegato XV; il DVR agli artt. 17, 28 e 29 del D.Lgs. 81/2008.

Il DVR fotografa i rischi generali dell'impresa, a prescindere dal cantiere; il POS ne è la declinazione di cantiere; il PSC è lo strumento con cui il coordinatore fa dialogare i diversi POS. Il POS non sostituisce il PSC né il PiMUS: dove sono previsti, devono coesistere ed essere coerenti tra loro.

Una differenza pratica riguarda i tempi: per una nuova impresa il DVR può essere completato entro un termine dall'avvio dell'attività, mentre il POS deve essere pronto prima che l'impresa inizi i suoi lavori, perché va verificato prima dell'ingresso in cantiere.

Contenuti minimi del POS (Allegato XV)

Secondo l'Allegato XV, punto 3.2, del D.Lgs. 81/2008, il POS deve contenere almeno:

  1. Dati identificativi dell'impresa esecutrice: datore di lavoro, sede legale e uffici di cantiere, recapiti.
  2. Specifica attività e singole lavorazioni svolte in cantiere dall'impresa e dai lavoratori autonomi subaffidatari.
  3. Nominativi degli addetti al primo soccorso, antincendio ed evacuazione, e del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS).
  4. Nominativo del medico competente, ove previsto.
  5. Nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).
  6. Nominativi di direttore tecnico di cantiere e capocantiere; numero e qualifiche dei lavoratori dipendenti e autonomi.
  7. Mansioni di sicurezza svolte in cantiere da ogni figura nominata.
  8. Descrizione dell'attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di lavoro.
  9. Elenco di ponteggi, ponti su ruote a torre e altre opere provvisionali di notevole importanza.
  10. Elenco di macchine, attrezzature e impianti utilizzati in cantiere.
  11. Elenco delle sostanze e miscele pericolose utilizzate, con le relative schede di sicurezza.
  12. Esito della valutazione del rischio rumore.
  13. Misure preventive e protettive e DPI adottati in relazione alle lavorazioni, integrative rispetto a quelle del PSC quando presente.
  14. Procedure complementari richieste dal PSC.
  15. Documentazione su informazione e formazione fornita ai lavoratori.

Il POS va aggiornato ogni volta che cambiano le condizioni di cantiere: nuove lavorazioni o tecnologie, nuove assunzioni, subappalti, modifiche organizzative, varianti progettuali, richieste del coordinatore o aggiornamenti del PSC.

Come si fa un POS: documenti e passaggi

Per redigere un POS su misura del tuo cantiere ci servono:

  • anagrafica dell'impresa e relativa visura camerale;
  • organigramma della sicurezza (datore di lavoro, RSPP, medico competente, RLS, addetti emergenze);
  • descrizione delle lavorazioni che l'impresa eseguirà nello specifico cantiere;
  • elenco di attrezzature, macchine e opere provvisionali impiegate;
  • schede di sicurezza delle sostanze e dei prodotti utilizzati;
  • attestati di formazione dei lavoratori e nomine delle figure della sicurezza;
  • PSC e notifica preliminare, se presenti, per garantire la coerenza del documento.

Poi i passaggi sono questi:

  1. leggiamo il PSC, quando c'è, e le procedure che richiede all'impresa;
  2. descriviamo le lavorazioni reali di quel cantiere e ne valutiamo i rischi, comprese le interferenze con le altre imprese;
  3. il datore di lavoro firma il POS, che ne resta il responsabile;
  4. quando in cantiere lavorano più imprese, ogni impresa esecutrice trasmette il proprio POS all'impresa affidataria, che ne verifica la congruenza con il suo e lo passa al coordinatore per l'esecuzione; i lavori iniziano dopo l'esito positivo delle verifiche, fatte entro 15 giorni dalla ricezione (artt. 97, comma 3, e 101, comma 3);
  5. almeno dieci giorni prima dell'inizio dei lavori l'impresa mette PSC e POS a disposizione del proprio rappresentante per la sicurezza (art. 100, comma 4).

Patente a crediti: cosa c'entra con il POS

Dal 1° ottobre 2024 le imprese e i lavoratori autonomi che lavorano nei cantieri devono avere la patente a crediti (art. 27 D.Lgs. 81/2008). Fra i requisiti per ottenerla ci sono il DURC, la formazione di datori di lavoro e lavoratori e, nei casi previsti, il DVR e la nomina dell'RSPP: gli stessi documenti che servono per scrivere il POS. La patente parte da 30 crediti e per lavorare in cantiere ne servono almeno 15; i crediti si perdono con le violazioni elencate nell'Allegato I-bis, di regola quando sono accertate in via definitiva; per due di esse la decurtazione scatta già con la notifica del verbale (art. 27, commi 6 e 7-bis). Senza patente, o sotto i 15 crediti, la sanzione è pari al 10% del valore dei lavori e mai inferiore a 12.000 euro (art. 27, comma 11). Ne sono escluse le mere forniture e le imprese con attestazione SOA dalla classifica III in su.

Quanto costa un POS e in quanto tempo

Per il POS non esiste un costo "di legge": nessun diritto o tributo, solo la parcella di chi lo redige. Il nostro POS per un cantiere a Roma costa 150–300 € e si consegna in 2 giorni lavorativi dal sopralluogo, se i documenti dell'impresa ci sono. Il prezzo sale con il numero e il tipo di lavorazioni, i subappalti e le procedure richieste dal PSC.

Un POS non è un modulo da riempire: lo controlla il coordinatore e, in caso di ispezione, l'organo di vigilanza. Per questo lo scriviamo sulle lavorazioni vere del cantiere e lo allineiamo al PSC prima della consegna.

Attenzione alle sanzioni. Il datore di lavoro che non redige il POS è punito con l'arresto o con l'ammenda (art. 159, comma 1, per la violazione dell'art. 96, comma 1, lettera g); la pena sale se in cantiere ci sono lavorazioni a rischio particolare dell'Allegato XI, e un POS a cui manca uno degli elementi dell'Allegato XV è punito con l'ammenda. È sanzionata anche la mancata trasmissione del POS all'impresa affidataria e al rappresentante per la sicurezza (art. 159, comma 2, lettera d).

Come ti aiutiamo a Roma

Il nostro studio tecnico geometra a Roma affianca imprese e committenti nelle pratiche di sicurezza del cantiere:

  • redazione del POS conforme all'Allegato XV del D.Lgs. 81/2008, calibrato sulle tue lavorazioni;
  • aggiornamento e revisione del POS in caso di varianti, subappalti o richieste del coordinatore;
  • coordinamento con il PSC e con le altre imprese presenti in cantiere;
  • supporto sulle figure della sicurezza (RSPP, addetti emergenze, RLS) e sulla documentazione di formazione;
  • assistenza nelle pratiche edilizie di cantiere a Roma e provincia.

Se sei il committente e in cantiere lavorano più imprese, il piano che ti riguarda è il PSC con il suo obbligo e i costi; per l'incarico di CSP e CSE vedi il coordinatore della sicurezza a Roma.

Domande frequenti

Il POS è obbligatorio anche se in cantiere c'è una sola impresa?

Sì. Il POS va redatto dal datore di lavoro di ogni impresa esecutrice, anche quando è l'unica in cantiere e il PSC non è richiesto: l'art. 96 del D.Lgs. 81/2008 lo prevede anche per le imprese familiari o con meno di dieci addetti. Non dipende dal titolo edilizio: serve con la CILA come con la SCIA o il permesso di costruire.

Chi fa il POS in caso di subappalto?

Ogni impresa esecutrice redige il proprio: l'impresa affidataria per le sue lavorazioni, ciascuna subappaltatrice per le sue. L'affidataria verifica che i POS delle subappaltatrici siano congruenti con il proprio prima di trasmetterli al coordinatore per l'esecuzione (art. 97, comma 3, lettera b).

Che differenza c'è tra POS e PSC?

Il POS è il documento della singola impresa e riguarda le sue lavorazioni; il PSC è il piano di coordinamento, redatto dal coordinatore, che gestisce i rischi del cantiere quando vi operano più imprese. Il POS deve essere coerente con il PSC quando quest'ultimo è previsto.

Quali sono i piani di sicurezza di un cantiere?

Quando si parla di piani di sicurezza di un cantiere edile si intendono quattro documenti. Il POS lo redige il datore di lavoro di ogni impresa esecutrice per le proprie lavorazioni, anche quando l'impresa è una sola; non serve per le mere forniture. Il PSC lo redige il coordinatore quando lavorano più imprese, anche non contemporaneamente, e gestisce le interferenze fra loro. Il DVR valuta i rischi dell'azienda nel suo complesso, non di un singolo cantiere. Il PiMUS serve quando in cantiere c'è un ponteggio e lo redige l'impresa che lo monta.

Quando va aggiornato il POS?

Ogni volta che cambiano le condizioni del cantiere: nuove lavorazioni o tecnologie, nuove assunzioni, subappalti, modifiche organizzative, varianti progettuali, richieste del coordinatore o aggiornamenti del PSC. Lo aggiorna il datore di lavoro dell'impresa, che firma il POS e ne resta il responsabile, anche quando a scriverlo è un tecnico esterno.

Esiste un modello semplificato di POS?

Sì: il decreto interministeriale 9 settembre 2014 ha approvato modelli semplificati per POS, PSC, fascicolo dell'opera e PSS. Il modello è uno schema: va comunque compilato con le lavorazioni, le attrezzature e le persone di quel cantiere, altrimenti il POS resta incompleto.

Quanto costa un POS?

Il nostro POS per un cantiere a Roma costa 150–300 €, IVA e cassa comprese, e si consegna in 2 giorni lavorativi dal sopralluogo, se i documenti dell'impresa ci sono. Non ci sono diritti o tributi da versare: per il POS non esiste un costo di legge, solo la parcella di chi lo redige. Il prezzo sale con il numero e il tipo di lavorazioni, i subappalti e le procedure richieste dal PSC.

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