Schema Unifilare Impianto Elettrico: Come Leggerlo

Ultimo aggiornamento: · Contenuto verificato sulla base delle fonti ufficiali · a cura dello Studio tecnico Edilizia Privata Roma — geometri iscritti all'Albo dei Geometri della Provincia di Roma.

Schema Unifilare Impianto Elettrico: Come Leggerlo

Schema unifilare di un impianto elettrico: quadro con interruttori magnetotermici e differenziali, linee dei circuiti e simboli a norma CEI EN 60617

Lo schema unifilare dell'impianto elettrico è il disegno tecnico che rappresenta l'intero impianto con un'unica linea per ogni collegamento, mostrando in modo sintetico quadri, circuiti e dispositivi di protezione. È il documento di sintesi con cui progettisti, installatori e tecnici "leggono" l'impianto a colpo d'occhio, ed è parte integrante del progetto e della documentazione a corredo della dichiarazione di conformità (DiCo) prevista dal DM 37/2008.

Risposta rapida: cos'è lo schema unifilare?

È la rappresentazione grafica dell'impianto elettrico in cui ogni linea disegnata riassume più conduttori (fase, neutro, terra): serve a dare la visione d'insieme di quadri e circuiti e, aggiornato allo stato di fatto, va allegato alla dichiarazione di conformità dell'impianto.

Cos'è lo schema unifilare e a cosa serve

Lo schema unifilare (dal latino uni-filum, "un solo filo") rappresenta l'impianto elettrico usando una singola linea per indicare il percorso di un circuito, indipendentemente dal numero reale di conduttori che lo compongono. Un cavo trifase con neutro e terra, che nella realtà è fatto di cinque conduttori, sullo schema unifilare diventa una sola traccia: il numero effettivo di fili viene indicato con piccoli trattini diagonali sulla linea.

Questa semplificazione è voluta: l'obiettivo non è mostrare ogni singolo filo, ma dare la fotografia d'insieme dell'impianto. In un solo foglio si legge come è alimentato il quadro, quali interruttori proteggono quali circuiti, con quali portate e sezioni dei cavi, fino ai singoli utilizzi (luce, prese, forza motrice, condizionamento).

Nella pratica dello studio di progettazione impianti, lo schema unifilare serve a:

  • progettare e dimensionare l'impianto (portate, protezioni, selettività);
  • documentare l'impianto realizzato per la DiCo e per i controlli;
  • manutenere e ampliare l'impianto negli anni, sapendo esattamente com'è fatto;
  • dialogare in modo univoco tra progettista, direzione lavori e impresa esecutrice.

Lo Studio si occupa della parte tecnica e progettuale: elabora lo schema, dimensiona i circuiti e verifica la conformità normativa; l'esecuzione fisica dell'impianto spetta all'impresa installatrice abilitata.

I simboli principali dello schema unifilare

I simboli usati negli schemi elettrici sono standardizzati a livello internazionale dalla norma CEI EN 60617 (recepimento italiano della IEC 60617). Questo significa che uno schema unifilare redatto "a regola d'arte" è leggibile da qualunque tecnico, perché ogni componente ha un segno grafico univoco.

Ecco i simboli e le indicazioni che si incontrano più spesso:

ElementoCome appare / cosa indica
Linea di circuitoUna singola traccia; i trattini diagonali indicano il numero di conduttori (es. 2 = fase + neutro, 3 = trifase, +T per la terra)
Interruttore automatico magnetotermicoProtegge il circuito da sovraccarichi e cortocircuiti; riportati corrente nominale (In) e potere di interruzione
Interruttore differenzialeRileva le dispersioni verso terra; indicata la corrente differenziale (IΔn, es. 0,03 A per la protezione delle persone)
Magnetotermico differenzialeUn unico dispositivo che unisce le due protezioni
Sezionatore / interruttore generalePunto di sezionamento e comando dell'impianto o del quadro
CavoAccanto alla linea: sezione (mm²), tipo e formazione (es. 3x2,5)
Utilizzo / caricoSimbolo del punto luce, presa, motore, caldo/freddo, con la potenza assorbita
Nodo di terra / conduttore di protezione (PE)Collegamento all'impianto di terra

Ogni linea in partenza dal quadro riporta in genere: sigla del circuito, dispositivo di protezione, sezione del cavo e utilizzo servito. Imparare a leggere questi dati è, di fatto, "leggere lo schema unifilare".

Come si legge, riga per riga

Si parte dall'alto, dal punto di alimentazione (contatore / montante), si scende al quadro generale e da qui si seguono le singole linee in partenza. Per ciascuna riga si controlla: cosa protegge (il tipo di interruttore e le sue caratteristiche), con quale cavo (sezione), verso quale carico. Una linea prese da 16 A con differenziale da 0,03 A e cavo da 2,5 mm² racconta già molto sulla logica e sulla sicurezza di quel circuito.

A cosa serve nel progetto e nella dichiarazione di conformità (DiCo)

Qui sta il punto più importante per chi ristruttura o costruisce a Roma. Il DM 37/2008 disciplina progetto e DiCo degli impianti negli edifici.

Progetto (art. 5). Il decreto stabilisce quando il progetto deve essere redatto e firmato da un professionista iscritto all'albo e quando può bastare lo schema predisposto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice. Il progetto del professionista è obbligatorio, ad esempio, per gli impianti elettrici di:

Caso (art. 5, comma 2 DM 37/2008)Soglia che fa scattare il progetto del professionista
Utenze condominiali e singole unità abitativePotenza impegnata superiore a 6 kW oppure superficie superiore a 400 mq
Attività produttive, commerciali, del terziario e similiTensione superiore a 1000 V, oppure bassa tensione con potenza impegnata superiore a 6 kW o superficie superiore a 200 mq

Al di sotto di queste soglie, per gli impianti "semplici" il progetto può coincidere sostanzialmente con lo schema dell'impianto da realizzare predisposto dall'impresa: e questo schema, nella pratica, è proprio lo schema unifilare (o, come minimo di legge, una tabella schematica dell'impianto). Sopra le soglie e negli impianti più complessi entra in gioco la guida CEI 0-2, che definisce la documentazione completa di progetto.

Dichiarazione di conformità (art. 7). A fine lavori l'impresa rilascia la DiCo, redatta sul modello dell'Allegato I. Ne fanno parte integrante la relazione con la tipologia dei materiali impiegati e il progetto (art. 5); tra gli allegati previsti dal modello rientra anche lo schema dell'impianto realizzato, definito dalla norma come "descrizione funzionale ed effettiva dell'opera eseguita". In altre parole: lo schema unifilare aggiornato allo stato di fatto è uno degli elaborati che accompagnano la DiCo. Senza, la dichiarazione è incompleta.

Questo rende lo schema unifilare un documento che il proprietario dovrebbe conservare insieme alla DiCo: serve per la vendita dell'immobile, per gli allacci, per i futuri interventi e per dimostrare la conformità dell'impianto. Un impianto elettrico progettato correttamente è anche il presupposto di altri adempimenti tecnici dell'edificio, come la relazione tecnica ex Legge 10 e i certificati energetici (APE).

Differenza tra schema unifilare, multifilare e topografico

Lo schema unifilare è solo uno dei modi di rappresentare un impianto. Confonderlo con gli altri è l'errore più comune di chi legge un progetto per la prima volta. Ognuno risponde a una domanda diversa.

Tipo di schemaCosa rappresentaA cosa serve
UnifilareUna sola linea per ogni collegamento; i conduttori sono indicati con trattiniVisione d'insieme: quadri, circuiti, protezioni. È lo schema di sintesi del progetto e della DiCo
MultifilareOgni singolo conduttore disegnato con una linea propria, collegamento punto-puntoDettaglio dei cablaggi interni: mostra "come" si collega ogni filo, utile per quadri e cablaggio
TopograficoComponenti e linee disposti sulla pianta reale dei localiPosizione fisica: dove si trovano quadri, punti luce, prese sulla planimetria

In sintesi: l'unifilare dice com'è organizzato l'impianto, il multifilare dice come è cablato nel dettaglio, il topografico dice dove si trovano fisicamente i componenti. In un progetto completo questi schemi coesistono e si integrano. Per un intervento di ristrutturazione, di solito lo schema unifilare del quadro e lo schema topografico sui locali sono i due elaborati che il committente vede più spesso.

Quando rivolgersi allo Studio per lo schema unifilare

Serve uno schema unifilare quando si realizza un impianto nuovo, si ristruttura o si adegua un impianto esistente, oppure quando l'impianto va documentato per la DiCo. Lo schema è utile anche in vista di interventi collegati, come l'installazione di un impianto fotovoltaico, dove la nuova produzione va integrata nel quadro esistente, o l'installazione di climatizzatori, che aggiungono carichi da dimensionare.

Lo Studio redige lo schema unifilare come parte della progettazione dell'impianto elettrico e, dove richiesto, coordina la progettazione integrata con gli impianti termoidraulici. Ci occupiamo della parte tecnica e documentale; l'installazione resta all'impresa abilitata, che rilascia la DiCo con lo schema aggiornato tra gli allegati.

Se stai ristrutturando a Roma e ti serve lo schema unifilare del tuo impianto — per il progetto, per la DiCo o per mettere in ordine i documenti di casa — richiedi un preventivo gratuito: i nostri tecnici a Roma ti seguono dalla progettazione alla verifica di conformità, con schemi chiari e a norma CEI.

Domande frequenti

Cos'è lo schema unifilare di un impianto elettrico?

È la rappresentazione grafica dell'impianto in cui ogni collegamento è disegnato con una sola linea, indipendentemente dal numero di conduttori (il numero reale di fili è indicato con trattini diagonali). Serve a dare la visione d'insieme di quadri, circuiti e protezioni ed è il documento di sintesi del progetto e della dichiarazione di conformità.

Lo schema unifilare è obbligatorio per la dichiarazione di conformità (DiCo)?

Secondo il DM 37/2008 (art. 7 e Allegato I), tra gli allegati della DiCo rientra lo schema dell'impianto realizzato, definito dalla norma come descrizione funzionale ed effettiva dell'opera eseguita. Nella pratica questo si traduce nello schema unifilare aggiornato allo stato di fatto; per gli impianti più semplici la legge ammette come minimo una tabella schematica, ma lo schema unifilare è la soluzione più chiara e diffusa.

Che differenza c'è tra schema unifilare e multifilare?

Lo schema unifilare usa una sola linea per ogni collegamento e serve a dare la visione d'insieme dell'impianto. Lo schema multifilare, invece, disegna ogni singolo conduttore con una linea propria, mostrando nel dettaglio come è cablato punto per punto: è utile soprattutto per il cablaggio interno dei quadri.

Quali norme regolano i simboli dello schema elettrico?

I simboli grafici degli schemi elettrici sono standardizzati dalla norma CEI EN 60617, recepimento italiano della IEC 60617. Grazie a questa standardizzazione internazionale, uno schema redatto a regola d'arte è leggibile in modo univoco da qualsiasi tecnico, perché ogni componente (interruttori, differenziali, sezionatori, carichi) ha un segno grafico definito.

Quando serve il progetto firmato da un professionista iscritto all'albo?

Il DM 37/2008 (art. 5, comma 2) richiede il progetto firmato da un professionista, ad esempio, per le unità abitative con potenza impegnata superiore a 6 kW o superficie superiore a 400 mq, e per le attività commerciali/produttive in bassa tensione oltre 6 kW o 200 mq (o comunque a tensione superiore a 1000 V). Sotto queste soglie, per gli impianti semplici può bastare lo schema predisposto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice.

Chi redige lo schema unifilare, lo Studio o l'installatore?

Lo Studio si occupa della progettazione e della parte tecnica e documentale: elabora lo schema unifilare, dimensiona i circuiti e verifica la conformità normativa. L'installazione fisica dell'impianto e il rilascio della dichiarazione di conformità, con lo schema aggiornato tra gli allegati, spettano all'impresa installatrice abilitata.

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