Numerazione Civica Interna ed Esterna a Roma: come richiederla

Contenuto verificato e aggiornato nel 2026 sulla base delle fonti ufficiali · a cura dello Studio tecnico Edilizia Privata Roma — geometri iscritti all'Albo dei Geometri della Provincia di Roma.

Quando ultimi una nuova costruzione, frazioni un appartamento o realizzi un nuovo accesso su strada, il fabbricato ha bisogno di un indirizzo ufficiale: è qui che entra in gioco la numerazione civica. A Roma la competenza è di Roma Capitale (Ufficio Toponomastica) e la pratica, apparentemente banale, ha ricadute concrete su residenza, allacci utenze, consegne e soprattutto sull'aggiornamento dei dati in Catasto. Il nostro studio a Roma ti segue in tutto l'iter, dalla domanda al Comune fino alla coerenza della scheda catastale, così l'immobile risulta correttamente identificato a ogni livello.

In questa guida spieghiamo, in modo semplice, la differenza tra numero civico esterno e interno, quando va richiesto, come si presenta la domanda a Roma Capitale e perché dopo l'assegnazione bisogna allineare il Catasto.

Numero civico esterno e numero civico interno: la differenza

La normativa di riferimento è il Regolamento anagrafico (DPR 30 maggio 1989, n. 223): l'art. 42 disciplina la numerazione civica e l'art. 43 gli obblighi dei proprietari di fabbricati. La norma distingue due livelli:

  • Numerazione esterna: è il numero civico assegnato dal Comune agli accessi che dall'area di circolazione (strada, piazza, vicolo) immettono direttamente nel fabbricato. È il "numero sul portone" che identifica l'edificio.
  • Numerazione interna: riguarda gli accessi che, all'interno del fabbricato, conducono alle singole unità (appartamenti, uffici, locali commerciali). È il classico "interno" (es. interno 4, scala B). L'art. 42 del DPR 223/1989 prevede che sia la numerazione esterna sia quella interna siano conformi alle norme stabilite dall'ISTAT; in pratica la numerazione interna è curata dal proprietario, mentre quella esterna è attribuita dal Comune.

In pratica: il portone ha il numero civico assegnato da Roma Capitale; le porte dei singoli appartamenti hanno la numerazione interna che deve essere coerente e progressiva. Entrambe servono a localizzare in modo univoco l'immobile e devono essere riportate su targhe di materiale resistente.

Quando serve richiederla a Roma

L'obbligo di dotarsi di numero civico scatta a costruzione ultimata e, comunque, prima che il fabbricato possa essere occupato (art. 43 DPR 223/1989). I casi tipici in cui ti rivolgi all'Ufficio Numerazione Civica di Roma Capitale sono:

  • nuova costruzione con accessi realizzati su area di circolazione;
  • nuovo accesso aperto su strada (es. apertura di un passo carrabile o di un nuovo ingresso pedonale);
  • frazionamento che crea nuove unità immobiliari con nuovi accessi;
  • variazione della numerazione esistente (rinumerazione di una via);
  • soppressione di un civico non più esistente (es. accorpamento o demolizione).

L'obbligo grava sul proprietario del fabbricato (o suo delegato), e in caso di inerzia anche sull'occupante. Per gli edifici condominiali la richiesta è in genere a cura dell'amministratore o del rappresentante legale.

Attenzione a non confondere l'attribuzione del civico (assegnazione di un nuovo numero da parte del Comune) con la semplice correzione di un dato errato già esistente, che rientra più propriamente nella variazione toponomastica.

L'iter con Roma Capitale: online o allo sportello

A Roma la domanda si presenta in due modi:

  • Online, tramite il servizio del Geoportale di Roma Capitale (sistema SISTO), con procedura guidata e pagamento dei diritti tramite PagoPA;
  • Di persona, presso l'Ufficio Assegnazione Numerazione Civica in Via della Greca, 5 - 00186 Roma, utilizzando i moduli della sezione "Modulistica Toponomastica" del portale istituzionale.

I costi previsti dal Comune (stima indicativa, da verificare sul portale al momento della domanda) sono:

VoceImportoNote
Diritti d'istruttoria€ 29,00per ogni numero civico richiesto
Imposta di bollo€ 16,00per ogni richiesta
Targhetta in marmo (opzionale)€ 40,60 (IVA inclusa)per ogni civico, se apposta da Roma Capitale

In alternativa alla targhetta fornita dal Comune, puoi impegnarti ad apporla autonomamente rispettando gli standard normativi, sottoscrivendo una dichiarazione di impegno. Per l'assegnazione dei civici Roma Capitale indica una risposta entro 30 giorni dalla presentazione. Le attestazioni toponomastiche (certificazioni relative a strade e civici) sono invece gratuite.

Per la fattibilità tecnica e i documenti a corredo è utile partire dall'inquadramento dell'immobile: una visura catastale aggiornata consente di verificare gli identificativi e l'indirizzo attualmente registrato prima di muovere la pratica.

Dopo l'assegnazione: l'aggiornamento catastale

Ottenuto il nuovo numero civico (o variata la numerazione), il passaggio spesso dimenticato è allineare il Catasto. L'indirizzo registrato presso l'Agenzia delle Entrate deve corrispondere a quello reale: un civico diverso tra realtà, anagrafe e Catasto può creare problemi in fase di compravendita, mutuo, voltura o accatastamento.

Da marzo 2018 la causale "variazione toponomastica" non è più gestita autonomamente nel software DOCFA: l'aggiornamento del solo indirizzo si fa con istanza formale all'Ufficio provinciale del Catasto, oppure il dato viene inserito in DOCFA solo se accompagnato da una vera variazione catastale (ad esempio una modifica interna delle unità). Per le sole correzioni di dati l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche il servizio di richiesta di correzione dei dati catastali nell'area riservata.

Quando il nuovo civico nasce insieme a modifiche delle unità (frazionamenti, fusioni, cambi di destinazione), l'aggiornamento passa per la presentazione di un DOCFA con esatta rappresentazione grafica e i corretti identificativi. Il nostro studio verifica caso per caso quale strumento usare, così non paghi una variazione che non serve né lasci un disallineamento che emergerà al primo atto notarile.

Errori frequenti e come evitarli

Dalla nostra esperienza sulle pratiche romane, gli intoppi più comuni sono:

  • richiedere il civico troppo tardi: la domanda va fatta a costruzione ultimata e prima dell'occupazione, non dopo il trasloco;
  • numerazione interna incoerente: interni non progressivi o non corrispondenti alle planimetrie catastali generano contestazioni;
  • dimenticare il Catasto: il civico è corretto in Comune ma resta vecchio in visura, con problemi in atto di vendita;
  • confondere attribuzione e correzione: un dato sbagliato già esistente è una rettifica toponomastica, non una nuova assegnazione.

Un controllo preliminare degli identificativi e dell'indirizzo registrato evita quasi sempre questi problemi.

Affidati al nostro studio a Roma

La numerazione civica è una pratica "piccola" che però tocca anagrafe, Comune e Catasto insieme: gestita male, rallenta rogiti e allacci. Il nostro studio tecnico a Roma cura la domanda a Roma Capitale, la coerenza della numerazione interna e l'allineamento catastale, seguendoti fino alla chiusura. Per un'analisi del tuo caso e dei documenti necessari, richiedi un preventivo gratuito: valutiamo insieme l'iter più rapido per il tuo immobile.

Domande frequenti

Chi deve richiedere il numero civico a Roma?

L'obbligo è del proprietario del fabbricato o di un suo delegato; per i condomini provvede di norma l'amministratore o il rappresentante legale. In caso di inerzia del proprietario, vi è tenuto anche l'occupante. La domanda va presentata a costruzione ultimata e comunque prima che l'immobile venga occupato.

Qual è la differenza tra numerazione civica esterna e interna?

La numerazione esterna è il numero civico assegnato da Roma Capitale agli accessi che dalla strada immettono nel fabbricato (il numero sul portone). La numerazione interna riguarda gli accessi alle singole unità all'interno dell'edificio (gli 'interni' degli appartamenti) ed è curata dal proprietario; entrambe devono essere conformi alle norme ISTAT, ai sensi dell'art. 42 del DPR 223/1989.

Quanto costa richiedere un numero civico a Roma Capitale?

Secondo le tariffe comunali (stima indicativa, da verificare al momento della domanda) sono previsti circa 29,00 euro di diritti d'istruttoria per ogni numero civico e 16,00 euro di imposta di bollo per richiesta. La targhetta in marmo apposta dal Comune è opzionale e costa circa 40,60 euro IVA inclusa; in alternativa puoi apporla autonomamente con dichiarazione di impegno. Le attestazioni toponomastiche sono gratuite.

Dopo aver ottenuto il civico devo aggiornare il Catasto?

Sì. L'indirizzo registrato in Catasto deve corrispondere a quello reale. Dal 2018 il solo aggiornamento dell'indirizzo non si fa più con la causale DOCFA dedicata, ma con istanza all'Ufficio provinciale del Catasto, oppure tramite DOCFA se contestuale a una vera variazione catastale (ad esempio un frazionamento). Disallineamenti possono creare problemi in compravendita, mutuo o voltura.

Come si presenta la domanda a Roma: online o di persona?

Entrambe le modalità sono possibili. Online tramite il servizio del Geoportale di Roma Capitale (sistema SISTO), con pagamento via PagoPA; oppure di persona presso l'Ufficio Assegnazione Numerazione Civica in Via della Greca 5, usando i moduli della sezione Modulistica Toponomastica. Roma Capitale indica una risposta entro 30 giorni dalla presentazione.

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