certificazione energetica EDIFICI

APE ATTESTATO PRESTAZIONE ENERGETICA

CERTIFICAZIONE ENERGETICA EDIFICI
Parliamo del risparmio energetico delle case e della certificazione energetica edifici:

Oggi giustamente spendiamo un bel po’ di soldi per abbassare i consumi del nostro appartamento, installiamo la caldaia a condensazione, gli infissi doppio vetro, il cappotto termico, eccetera… Ma cos’è che ci stima quanto consumiamo?  La certificazione energetica, vista la premessa dovrebbe essere un documento adorato da tutti ma in realtà viene abbastanza sminuito, viceversa se io dovessi acquistare una casa terrei in considerazione i consumi a cui andrei incontro e specialmente tutte quelle spese che dovrei sostenere per rendere efficiente la mia casa.

Quindi l’ informazione più importante che troverai all’interno della certificazione non è la classe energetica A, B, C o D… ma è l’indice EPgl non rinnovabile che ci stima quanto consumerai per giungere confort all’interno della tua casa. Ovviamente più è basso questo numerino è meglio eh, infatti se fosse compreso tra i 15 e i 100 Ti potresti ritenere abbastanza soddisfatto perché vivresti in una casa efficiente, se fosse compreso tra i 100 e i 200 ti consiglierei di intervenire, sopra i 200 dovresti mettere sotto sopra praticamente tutta la casa.

L’INDICE DI PRESTAZIONE ENERGETICA

L’indice di prestazione energetica (EPgl, IPE, EPgl,nren), detto anche Indice di Consumo, è un parametro architettonico che esprime il consumo totale di energia primaria per la climatizzazione (in regime continuo degli impianti, 24h) riferito all’unità di superficie utile (espresso in kWh/mq anno).
In particolare esso indica quanta energia viene consumata affinché l’edificio (o l’unità immobiliare) raggiunga le condizioni di comfort e tiene conto del fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per la climatizzazione invernale ed estiva (EPH,nren ed EPC,nren), per la produzione di acqua calda sanitaria (EPW,nren), per la ventilazione (EPV,nren) e, nel caso del settore non residenziale, per l’illuminazione artificiale (EPL,nren) e il trasporto di persone o cose (EPT,nren).
Esso, quindi, tiene conto del rapporto tra l’energia necessaria per portare un ambiente alla temperatura di comfort e la sua superficie utile. Per superficie utile si intende la superficie netta calpestabile dell’ambiente.
L’unità di misura per prestazioni relative ad edifici residenziali e non residenziali è divenuto con la delibera del DM 26/06/2015 univocamente il kWh/mq anno.
Secondo le linee guida per la certificazione energetica DM 26-06-2009 l’EPgl veniva determinato nel modo seguente:
EPgl = EPi + EPacs + EPe + EPill
Dove, questi simboli indicano:
EPi: indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale;
EPacs: indice di prestazione energetica per la produzione dell’acqua calda sanitaria;
EPe: indice di prestazione energetica per la climatizzazione estiva (non obbligatorio per residenziale fino al 1° ottobre 2015);
EPill: indice di prestazione energetica per l’illuminazione artificiale (non obbligatorio per residenziale fino al 1° ottobre 2015).
Quindi, formula utilizzata fino al 1° ottobre 2015 era solamente:
EPgl = EPi + EPacs (indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale + indice di prestazione energetica per la produzione dell’acqua calda sanitaria).

IL NUOVO APE

Il nuovo APE, come definito nel DM 26/06/2015, con entrata in vigore dal 1° Ottobre 2015, dovrà esprimere la prestazione energetica globale in termini di energia primaria non rinnovabile.
La classe energetica dovrà essere determinata attraverso l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile (somma di tutti gli indici) (EPgl,nren):
EPgl,nren: indice di prestazione energetica globale non rinnovabile.
EPgl,nren = EPH,nren + EPC,nren + EPW,nren + EPV,nren + EPL,nren + EPT,nren.
Tale indice tiene conto del fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per la climatizzazione invernale ed estiva (EPH,nren ed EPC,nren), per la produzione di acqua calda sanitaria (EPW,nren), per la ventilazione (EPV,nren) e, nel caso del settore non residenziale, per l’illuminazione artificiale (EPL,nren) e il trasporto di persone o cose (EPT,nren). Esso si determina come somma dei singoli servizi energetici forniti nell’edificio in esame, ed è espresso in kWh/mq/anno in relazione alla superficie utile di riferimento.
Per le finalità relative alla corretta certificazione energetica, quindi dell’attestazione della prestazione energetica dell’edificio o unità immobiliare, risulta di fondamentale importanza che l’APE, oltre a fornire l’indice di prestazione energetica globale (EPgl), riporti anche informazioni sui contributi dei singoli servizi energetici che concorrono a determinarlo (EPH , EPW , EPV , EPC, EPL, EPT), in conformità con le definizioni e disposizioni del decreto legislativo e dell’Allegato 1, paragrafo 3.3, del decreto requisiti minimi.

Gli intervalli di prestazione che identificano le altre classi sono ricavati attraverso coefficienti moltiplicativi di riduzione/maggiorazione del suddetto valore EPgl,nren,(2019/21).

CERTIFICAZIONE ENERGETICA EDIFICI

Ad un Indice di Prestazione Energetica basso corrisponde un basso consumo di energia e dunque una migliore prestazione energetica. Negli ultimi anni, l’Indice di Prestazione Energetica ha rappresentato e continua a rappresentare uno dei parametri più significativi nel determinare il valore commerciale di un immobile. Un appartamento in classe A non solo possiede un valore di vendita molto superiore rispetto ad uno in classe G o F (anche del 30%) ma anche i consumi energetici annui risultano notevolmente minori con un significativo risparmio energetico che si traduce in risparmio economico.
In merito alla recente tendenza al risparmio energetico l’Unione Europea ha chiaramente evidenziato ai Paesi membri una volontà volta alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico in materia edile, soprattutto attraverso la Direttiva 2002/91/CE “rendimento energetico nell’edilizia” e la Direttiva 2006/32/CE “efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici” e, ultima in ordine di tempo, la Direttiva 2010/31/UE sulla “prestazione energetica nell’edilizia”.
Per adeguarsi a queste nuove disposizioni anche in Italia sono state emanate alcune leggi che stabiliscono dei valori convenzionali dell’IPE che devono essere soddisfatti nell’ambito della realizzazione di nuovi edifici. In particolare il Decreto del Presidente della Repubblica: DPR 59/09, abrogato dal DM 26/06/2015, specificava alcuni valori dell’IPE certificati in corso d’opera.
Dal 1º gennaio 2012, nel caso di offerta di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari, gli annunci commerciali di vendita devono riportare l’Indice di Prestazione Energetica (IPE) contenuto nell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE), ormai APE. L’obbligo deriva dall’art. 13 del D. Lgs. 3 marzo 2011, n. 28 che ha apportato modifiche al D. Lgs. 19 agosto 2005, n. 192. L’IPE si presta infine ad essere utilizzato come riferimento contrattuale nei servizi di aumento di efficienza energetica che le Energy Service Companies realizzano per conto del cliente.

DOVE POSSO INTERVENIRE PER RISPARMIARE?

Per scoprire dove risparmiare energia è necessario innanzitutto capire in che maniera si suddividono i flussi energetici utilizzati, se e dove vengono maggiormente dispersi o dissipati, eventuali inefficienze impiantistiche o strutturali, abitudini e consuetudini da parte degli occupanti dell’abitazione, tipologia di fonte primaria utilizzata, etc. (in pratica, come sono stati utilizzati questi 30.000 kWh nell’abitazione). Attraverso un sofisticato sistema di analisi, elaborazione, valutazione e modellazione dati, utilizzato a tale scopo dalla nostra società, siamo in grado di evidenziate inefficienze, criticità e problematiche specifiche relative a dispersione energetica da pareti, infissi, finestre, soffitti, pavimenti etc., individuando le più efficaci, efficienti, opportune e risolutive soluzioni impiantistiche.
Con la compilazione del questionario informativo e la sua elaborazione, della durata di non più di 15-30 minuti, il cittadino scopre, ad esempio, di disperdere 10.500 kWh attraverso le pareti esterne, 4.500 kWh attraverso il soffitto, 6.600 kWh attraverso le finestre, di consumare fino a 600 kWh per l’illuminazione artificiale e 300 kWh per la cottura. Con questi dati alla mano, esposti in modo chiaro e sintetico attraverso tabelle e grafici, lo stesso interlocutore, senza bisogno di consulenti o professionisti, è in grado di decidere in quali ambiti dovrà concentrare le risorse che ha deciso di destinare alla riduzione dei propri consumi. La risposta alla domanda: <<dove è più conveniente e opportuno investire per ottenere un risparmio significativo?>>, a questo punto risulterà evidente.
Una volta individuato gli interventi prioritari da attuare, quindi, verrà spontaneo domandarsi come procedere, dove fermarsi, quanto budget mettere a disposizione per massimizzare il risparmio energetico minimizzando i consumi. A questo proposito può esserci di aiuto il Principio di Pareto, detto anche: “Regola dell’80-20”.
Senza addentrarsi nel merito della teoria è sufficiente sapere che l’80% degli effetti è determinato dal 20% delle cause. Gli effetti sono nel nostro caso i 30.000 kWh di energia consumata, mentre le cause sono le perdite attraverso i canali di dispersione quali: pareti, soffitto, pavimenti, finestre, etc. Se sommiamo il peso percentuale delle voci più energivore scopriremo che l’80% dei consumi corrisponderà – all’incirca – al 20% delle cause. In linea generale, i risultati previsti, sono riduzioni di consumo energetico variabili tra il 30% e l’80%. I tempi di ritorno degli investimenti possono variare da qualche mese fino a 5 anni.

QUANDO È OBBLIGATORIA LA CERTIFICAZIONE?

All’interno della certificazione oltre alla scadenza vengono indicati i dati dell’immobile e gli interventi consigliati dal professionista per ridurre i consumi, inoltre sempre che tu non intervenga sulle strutture dell’appartamento che incidono sull’efficienza energetica come ad esempio finestre, impianti, murature,.. la certificazione ha una durata di 10 anni. Qualora dovessi intervenire su questi elementi non dovrai aggiornare subito la certificazione ma solo nel momento in cui andrai a vendere o affittare la casa.

 A proposito ma quando è obbligatoria la certificazione? oltre a questi due casi cioè la messa in vendita e l’affitto della casa, anche nel caso di nuova costruzione, ampliamento o permuta.

Per ultimo chiamare un professionista che mi raccomando dovrà svolgere obbligatoriamente un sopralluogo, avrai bisogno della visura catastale, planimetria catastale, libretto della caldaia che dovrà essere aggiornato con tutti ultimi controlli, gli eventuali documenti relativi a cappotti, pompe di calore, pannelli solari, e qualora tu viva in un condominio avrai bisogno anche dei millesimi di riscaldamento e quindi dovrai contattare l’amministratore di condominio.

 Per concludere ricordati di farti dare due o tre copie della certificazione timbrate in originale oltre ai file digitali. Le informazioni fondamentali te le ho date, se hai  qualche domanda scrivi in basso tra i commenti oppure compila il modulo di contatto e ti risponderemo per email oppure chiamaci al numero indicato nella nostra pagina CONTATTI.

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