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SCIA EDILIZIA: NORMATIVA, COSTI E TEMPI

L’introduzione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) nel contesto edilizio italiano, regolamentata dagli articoli 22 e 23 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia), ha rappresentato un cambiamento significativo nelle procedure amministrative per l’avvio di lavori edili. La SCIA si pone come un’alternativa semplificata al tradizionale permesso di costruire, con l’obiettivo di accelerare le pratiche burocratiche mantenendo elevati standard di sicurezza e conformità normativa. In questo articolo, esploreremo in dettaglio la SCIA edilizia, i suoi costi, tempi, condizioni di applicabilità e risponderemo alle domande più frequenti per fornire un quadro chiaro e completo su questa importante procedura.

Scia Pratica, Elenco Interventi, Costo E Tempi

Interventi Edilizi Scia Edilizia Roma
Scia Edilizia: Normativa, Costi E Tempi 1

Cos’è la SCIA Edilizia?

La SCIA edilizia è una procedura che permette di iniziare lavori di costruzione, ristrutturazione o altre modifiche immobiliari senza attendere l’esplicita autorizzazione dell’amministrazione comunale, a patto che il progetto rispetti tutte le normative vigenti. Presentando una SCIA, il richiedente attesta sotto la propria responsabilità la conformità dei lavori alle leggi applicabili, permettendo un avvio più rapido delle attività edilizie.

Articoli 22 e 23 del DPR 380/2001

Gli articoli 22 e 23 del DPR 380/2001 delineano specificatamente i casi in cui è possibile ricorrere alla SCIA e le modalità di presentazione della stessa. In particolare:

  • Articolo 22: Introduce la possibilità di iniziare determinate attività edilizie mediante la SCIA, includendo tra queste le ristrutturazioni leggere e alcuni tipi di interventi che non comportano variazioni volumetriche significative.
  • Articolo 23: Specifica le modalità di presentazione della SCIA, i documenti necessari e i termini entro cui l’amministrazione può esercitare controlli sulla documentazione presentata.

Quando Usare la SCIA?

La SCIA può essere utilizzata in vari contesti, tra cui:

  • Ristrutturazioni che non incidono sulla struttura portante dell’edificio.
  • Cambi di destinazione d’uso senza opere.
  • Realizzazione di opere temporanee con un tempo di vita inferiore ai 90 giorni.
  • Interventi di manutenzione straordinaria che non alterano volume, superfici, o sagome degli edifici.

È importante verificare con il proprio comune di appartenenza per dettagli specifici, poiché le normative locali possono introdurre ulteriori specificazioni o restrizioni.

Documenti Necessari per la SCIA

La presentazione della SCIA richiede una serie di documenti, tra cui:

  1. Dichiarazione di inizio attività: Documento attraverso il quale si dichiara di voler iniziare i lavori specificati.
  2. Relazione tecnica: Descrive gli interventi da realizzare, attestando la loro conformità alle normative.
  3. Progetti: Disegni tecnici che illustrano in dettaglio il lavoro da eseguire.
  4. Attestazioni: Certificazioni di professionisti abilitati che confermano la sicurezza strutturale, l’efficienza energetica e la conformità alle norme urbanistiche.

Costi e Tempi della SCIA

I costi della SCIA possono variare significativamente a seconda del tipo di intervento, della regione e del comune. Generalmente, si compongono di:

  • Diritti di segreteria: Costi amministrativi per la gestione della pratica.
  • Contributo di costruzione: Calcolato in base alla tipologia e alla dimensione dell’intervento.

I tempi di attesa dopo la presentazione della SCIA sono generalmente brevi, poiché l’inizio dei lavori è consentito immediatamente dopo la sua presentazione, salvo successivi controlli da parte del comune. Tuttavia, eventuali irregolarità riscontrate possono portare alla sospensione dei lavori.

Agevolazioni e Sconti sulla SCIA

Alcune categorie di interventi possono beneficiare di agevolazioni fiscali, come detrazioni IRPEF per la ristrutturazione edilizia o incentivi per il miglioramento dell’efficienza energetica. Questi vantaggi non sono direttamente collegati alla SCIA ma possono incidere sul costo complessivo dell’intervento.

Domande Frequenti sulla SCIA Edilizia

D: Cosa succede in caso di mancato rispetto delle normative? R: In caso di non conformità, l’amministrazione può ordinare la sospensione dei lavori e imporre la rimozione delle opere non autorizzate.

D: Posso modificare il progetto dopo aver presentato la SCIA? R: Sì, ma ogni modifica sostanziale richiede la presentazione di una nuova SCIA o di una variante alla SCIA originaria.

D: La SCIA garantisce l’approvazione del progetto? R: La SCIA non è un’approvazione del progetto ma una dichiarazione del richiedente che i lavori rispettano le norme. L’amministrazione può sempre effettuare controlli e imporre sanzioni in caso di irregolarità.

Conclusioni

La SCIA rappresenta uno strumento fondamentale per semplificare le procedure burocratiche nel settore edilizio, offrendo ai professionisti e ai privati una via più rapida per l’avvio dei lavori. Tuttavia, la sua corretta applicazione richiede una profonda conoscenza delle normative e una rigorosa preparazione della documentazione necessaria. Rispettando queste premesse, la SCIA si conferma come un’opzione efficace per facilitare lo sviluppo edilizio nel rispetto delle leggi vigenti.

Elenco Delle Opere Che Richiedono La Scia?

Inoltre la normativa in vigore vieta ai comuni la possibilità di chiedere documenti ulteriori o diversi ad integrazione della pratica. Entro 60 giorni dalla data di consegna (30 nel caso dell’edilizia), l’amministrazione comunale deve effettuare i controlli, ed eventualmente vietare la prosecuzione dell’attività. Pertanto è buon cosa informarsi presso lo sportello del comune per conoscere quali lavori siano davvero soggetti alla SCIA. Interventi edilizi indirizzati al ripristino totale o parziale di edifici eventualmente crollati o demoliti. L’acquisto di una casa o appartamento è un investimento che molte volte richiede conoscenze per non incorrere in errori nella fase di rogito.

Con la segnalazione certificata di inizio attività, di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, come modificato, da ultimo, dall’articolo 10, comma 1, lettera l), del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla relativa legge di conversione, si possono realizzare le seguenti opere:

  • interventi di manutenzione straordinaria, qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio o i prospetti;
  • interventi di restauro e di risanamento conservativo, qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio;
  • interventi di ristrutturazione edilizia diversi da quelli indicati nell’articolo 10, comma 1, lettera c);
  • varianti a permessi di costruire che:
    • non incidono sui parametri urbanistici;
    • non incidono sulle volumetrie;
    • non modificano la destinazione d’uso;
    • non modificano la categoria edilizia;
    • non alterano la sagoma dell’edificio, qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni;
    • non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire;
  • varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che:
    • siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie;
    • siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.
Scia Edilizia
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Opere realizzabili con la SCIA: manutenzione straordinaria

Gli interventi di manutenzione straordinaria possono essere realizzati mediante la segnalazione certificata di inizio attività.

Rientrano tra gli interventi edilizi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per:

  • rinnovare parti anche strutturali degli edifici o dei prospetti;
  • sostituire parti anche strutturali degli edifici o dei prospetti;
  • realizzare e integrare i servizi igienico-sanitari e i servizi tecnologici, sempre che con la realizzazione di tali interventi non vengano:
    • alterati i volumi delle singole unità immobiliari;
    • alterate le superfici delle singole unità immobiliari;
    • modificate le destinazioni di uso.

La realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria, così come definiti dal primo comma, lettera b), dell’articolo 3, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nel testo vigente, dovranno rispettare:

  • le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali;
  • le prescrizioni dei piani territoriali sovraordinati;
  • le normative e i vincoli di settore, aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare:
    • norme antisismiche;
    • norme di sicurezza;
    • norme antincendio;
    • norme igieniche e sanitarie;
    • norme sugli impianti;
    • norme relative all’efficienza energetica degli edifici;
    • disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio.

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